Riforma inclusione riguarda solo disabili e DSA, nessun riferimento agli altri BES. Lettera

di redazione
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Il decreto delegato 384 della Buona scuola, in corso di approvazione, disciplina l’esame di stato. Fa esplicito riferimento agli studenti disabili e con DSA, ma non fa cenno agli altri bisogni educativi speciali. Eppure la legge 107 chiamata “Buona scuola” adduce, come motivo per l’ampliamento di organico, anche il “diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali” (1, 7, l).

Inoltre, dal 29 maggio 2015, un’ordinanza ministeriale impone che all’esame di stato anche i ragazzi con bisogni educativi speciali possano usare strumenti compensativi, analogamente a quanto avviene per i ragazzi dislessici o disgrafici, cioè in grado – almeno in parte – di equilibrare la distanza con gli altri studenti.

Così si è sollevata la richiesta al ministero di introdurre nei commi 8, 9, e 10 dell’articolo 12 il riferimento esplicito agli altri bisogni educativi speciali. E’ in corso anche una petizione, patrocinata dalla Fondazione Antonino Caponnetto e dall’Associazione Premio civico.

La normativa sui bes, del 2012, in attuazioni di leggi precedenti sulla personalizzazione dell’insegnamento, ha avviato dei cambiamenti essenziali, che ora sono contemplati all’esame di stato, ma che rischiano di non esserlo più, se non vi farò menzione anche il decreto delegato.

Francesca Vian

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