Riforma IeFP. Didattica per assi con autonomia del 40%, più laboratori, stessi quadri orari senza esubero di organici

WhatsApp
Telegram

Si è svolto al MIUR un incontro tra Amministrazione e OO.SS. in merito ai decreti attuativi relativi alla delega concernente il riordino dei percorsi di istruzione professionale.

E’ stato presentato il contenuto del decreto attuativo del D.Lgs. 61 del 13 aprile 2013, i cui tempi di approvazione sono ristrettissimi, dovendo passare all’esame della Conferenza Unificata Stato-Regioni, del MEF e del Ministero del Lavoro. Il tutto dovrebbe avvenire prima dell’inizio delle iscrizioni per le classi prime per l’a.s. 2018-19.

Nell’art. 3 comma 3 decreto 61, oartendo dall’esigenza che la legge 107 vuole differenziare l’istruzione professionale nella sua specificità rispetto all’istruzione tecnica e gli Ifp regionali, pertanto è necessario definire con chiarezza il principio di sussidiarietà tra Stato e Regioni ponendo attenzione sul problema dei passaggi tra i vari percorsi (istruzione professionale statale e Ifp).
Si potenzieranno le attività laboratoriali, al centro l’organizzazione della didattica per Assi Culturali e la flessibilità nei percorsi in modo da superare la sovrapposizione tra indirizzi tecnici e professionali.

Il D.Lgs. 61 parla di profili e dì percorsi con 11 profili unitari corredati da competenze e abilità essenziali che vengono poi declinati dalle scuole. Nel profilo AREA GENERALE sono previste le competenze comuni declinate in base agli assi. Nei profili di indirizzo non si parte dalle discipline ma dalle competenze generali chiave e dalla declinazione delle abilità, conoscenze e competenze.

Restano inalterati i quadri orari. All’area generale (italiano, inglese, matematica, ecc,) si aggiunge l’area di indirizzo che serve declinare le competenze sui profili: il fine è di non perdere l’identità professionale applicando le quote di flessibilità del 40%.

Sono previsti indirizzi nuovi come servizi culturali e dello spettacolo, ittico, gestione delle acque e risanamento ambientale, ecc.

Reti di scuole e aziende hanno impostato i profili, Le scuole sono vincolate nell’utilizzo delle quote di autonomia, mentre viene garantita la priorità delle linee guida regionali.
La dotazione organica deve essere aggiornata ma non deve creare esuberi.
Per accompagnare le scuole nei processi di riforma saranno emanate linee guida nazionali.

Il biennio è sostanzialmente unitario. I percorsi personalizzati e le scansioni della progettazione dell’offerta formativa seguiranno le Unità di Apprendimento. La progettazione per uda consentirà un sistema di passaggi definito e trasparente, ci saranno crediti per ciascuna uda. Si prevede l’introduzione di metodologie didattiche di carattere induttivo con al centro il lavoro laboratoriale.

In merito al rapporto tra Istituti Professionali Statali e fp si cerca di garantire il diritto di scelta da parte degli studenti: il decreto 61 non individua un modello unico di passaggio, si parla di sussidiarietà integrativa.

Gli Istituti legittimati ad avere corsi dovranno essere accreditati con criteri stabiliti in maniera trasparente dalle stesse Regioni: i passaggi tra regione e stato devono essere facilitati ma non possono essere automatici.

I sindacati hanno chiesto che il decreto abbia valenza a partire dall’anno scolastico 2019-20 poiché le iscrizioni imminenti non consentono di dare una giusta informazione alle famiglie e si perdano iscrizioni a favore degli istituti tecnici.

WhatsApp
Telegram

Concorso ordinario secondaria: diventerà annuale. Nessuna prova preselettiva. Eurosofia mette a disposizione i propri esperti