Riforma. Giannini:” Non più soldi dai genitori per la carta igienica; eccessivo chiamare ‘deportazione’ 15% di mobilità”

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Il ministro Giannini ha rilasciato un'intervista al Quotidiano.net ed ha risposto alle domande sulla Buona Scuola, a cui  mancano a completamento ancora 22 decreti attuativi e 9 delegati.

Il ministro Giannini ha rilasciato un'intervista al Quotidiano.net ed ha risposto alle domande sulla Buona Scuola, a cui  mancano a completamento ancora 22 decreti attuativi e 9 delegati.

Secondo il ministro occorrerà un anno e mezzo perché la riforma vada a regime, si prevede quindi fine 2016.

Sul fondo di finanziamento per le scuole il ministro afferma che da quest’anno raddoppia:dagli 80 milioni nel 2013, sono diventati 110 nel 2014 e con le economie del ministero e la riforma sono saliti a 233, pertanto i presidi" in alcuni casi devono coinvolgere i genitori per contribuire a un progetto particolare, ma non più per le esigenze che, come l’acquisto della carta igienica, non ci saranno più" dice il ministro. 

Quattro miliardi sono gli stanziamenti per la scuola messi nella Legge di stabilità dell’anno scorso e da quest'anno sono disponibili anche i 500 euro per l’aggiornamento professionale:"Fanno parte del fondo di oltre 200 milioni" spiega la Giannini.

Per la riapertura della contrattazione del pubblico impiego bisogna invece chiedere al ministro Madia, puntualizza, ma ribadisce:" Abbiamo messo i soldi e cambiate le regole. Quindi la scuola parte già con un piede avanti".

Per i precari dice di aver fatto un buon lavoro con l'assunzione di 100mila insegnanti e promette che ci sarà il concorso a dicembre, che ne assumerà altri 60mila:" Abbiamo affrontato il problema e siamo in via di soluzione tenendo conto che la legge prevede tre anni come misura ultima per poter ancora concedere suppenze sui posti vacanti".

Sui precari che si definiscono  “deportati” per le immissioni in ruolo su fase nazionale, il ministro commenta:"Ho grande rispetto per la storia, per le parole e per ciò che le lega alle cose. Quindi credo che questo termine sia stato utilizzato in maniera del tutto inopportuna e forse inaccettabile e stigmatizzabile. La mobilità nel pubblico impiego, anche nella scuola, è un dato storico. Questa legge non la incrementa, anzi nel tempo, con i concorsi, la diminuirà. Chiamare deportazione una mobilità fisiologica del 15% su 100mila assunzioni mi sembra eccessivo".

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