Riforma Gelmini: Malpezzi chiede di non procedere a revisione cicli senza avviare monitoraggio

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di Patrizia del Pidio – L’interrogazione a risposta in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Simona Flavia Malpezzi sul riordino del ciclo secondario d’istruzione che, nella riforma Gemini, prevede il taglio delle ore di insegnamento delle materie tecnologiche e di disegno tecnico di un terzo, è stata avviata il 16 luglio 2014.

di Patrizia del Pidio – L’interrogazione a risposta in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Simona Flavia Malpezzi sul riordino del ciclo secondario d’istruzione che, nella riforma Gemini, prevede il taglio delle ore di insegnamento delle materie tecnologiche e di disegno tecnico di un terzo, è stata avviata il 16 luglio 2014.

Co-firmatari dell’interrogazione, ancora in attesa di una risposta, sono Carocci Mara, Rochi Maria Grazia e Coscia Maria, tutte esponenti del Partito Democratico. Destinatario dell’interrogazione è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca quali sono le iniziative che intende adottare per procedere in tempi brevi “alla valutazione del riordino dei cicli prima di procedere alla definizione di ipotesi di revisione del sistema che non tengano in considerazione gli effetti prodotti dal riordino suddetto.”

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Nell’atto presentato dalla Malpezzi si premette che con i decreti n.89, n.88 e n. 87 del Presidente della Repubblica “è stato avviato il riordino del ciclo secondario d’istruzione; la cosiddetta «riforma Gelmini» ha previsto un notevole e pesante taglio delle ore di insegnamento negli istituti tecnici e professionali, per quanto riguarda gli insegnamenti cosiddetti «di indirizzo» degli istituti tecnici, come l’insegnamento della materia «tecnologie e disegno tecnico» dove, a seguito della riforma, è stata attuata la riduzione di 1/3 delle ore di lezione, e conseguentemente delle relative cattedre e quindi del personale docente”. Per razionalizzare la spesa nel riordino del ciclo di istruzione secondaria tecnica e professionale, si è pensato bene di procedere nelle riduzioni orarie a carico di diverse materie di insegnamento, tra le quali, quelle che hanno subito il taglio più rilevante sono state quelle con un ampio numero di ore di attività laboratoriali.




A risentire del riordino e dei relativi tagli, fa notare l’interrogazione presentata dagli esponenti del Pd, “l’intero comparto degli indirizzi, il quale era composto, prima del riordino, da oltre 800 corsi sperimentali, 200 progetti assistiti e tantissimi altri percorsi, opzioni e sperimentazioni autonome, diverse e distinte da scuola a scuola con quadri orari a scelta e indipendenti, di licei, istituti tecnici e professionali è stato completamente snellito, ridotto e tagliato drasticamente, e il tutto è stato riordinato e semplificato a soli 20 indirizzi di ordinamento uguali, obbligatori e unitari per tutto il Paese, venendo aboliti, cancellati, eliminati e tagliati definitivamente tutte le sperimentazioni, i progetti assistiti, le opzioni a scelta e i tirocini dei licei, istituti tecnici e professionali precedentemente esistenti.

Solo per citare alcuni esempi:

  • con il riordino degli istituti tecnici si è passati da 10 settori e 39 indirizzi a 2 settori e 11 indirizzi;
  • le ore scolastiche sono state diminuite da 36 a 32;
  • le ore di laboratorio sono passate da 1.122 a 264 ore nel biennio e con 891 ore nel triennio;
  • gli istituti professionali erano suddivisi in cinque settori con 27 indirizzi, mentre con la riforma sono stati suddivisi in due macrosettori con 6 indirizzi;
  • come per gli istituti tecnici le ore verranno ridotte a 32 per settimana;
  • sono, stati eliminati gli istituti d’arte che, in un Paese come il nostro, hanno invece rappresentato un legame tra tradizioni territoriali, scuola e mondo del lavoro.
  • non si è adeguatamente pensato e ragionato sul coordinamento tra i cicli e tra istruzione secondaria e istruzione universitaria/mondo del lavoro;
  • con l’anno scolastico 2014-2015 il riordino della scuola secondaria di II grado entrerà a regime su tutte le classi.

Si estenderanno ulteriormente, pertanto, gli effetti determinati dalla riduzione del tempo scuola e degli spazi per le attività di laboratorio”.

Non si mette assolutamente in discussione la necessità di riformare la scuola secondaria, ma si discute sul modo di procedere adottato per attuare tale riforma, con interventi che, in alcuni casi, sono stati addirittura illegittimi poiché

  • i regolamenti sono entrati in vigore molti mesi dopo le iscrizioni, si è proseguito nonostante mancassero atti importanti quali quelli concernenti le classi di concorso e nonostante il parere contrario del Consiglio nazionale della pubblica istruzione;
  • il decreto-legge n. 104 del 2013 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante «Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca», aveva previsto l’avvio entro gli inizi del mese di febbraio 2014 del monitoraggio e della valutazione dei sistemi di istruzione professionale, tecnica e liceale finalizzati anche alla ridefinizione degli indirizzi, dei profili e dei quadri orari previsti dai relativi percorsi di studio;
  • il monitoraggio e la valutazione avrebbero dovuto concludersi entro 12 mesi (febbraio 2015)”.

In particolare, l’articolo 5, nel comma 1 dello stesso decreto legge afferma che “Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca avvia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il monitoraggio e la valutazione dei sistemi di istruzione professionale, tecnica e liceale, come previsto dai regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89, al fine di garantirne l’innovazione permanente, l’aggiornamento agli sviluppi della ricerca scientifica e tecnologica e il confronto con gli indirizzi culturali emergenti, nonché l’adeguamento alle esigenze espresse dalle università, dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, dagli istituti tecnici superiori e dal mondo del lavoro e delle professioni. Il monitoraggio e la valutazione dei sistemi di istruzione professionale, tecnica e liceale devono concludersi entro dodici mesi dal loro avvio e i relativi risultati sono considerati nella ridefinizione degli indirizzi, dei profili e dei quadri orari di cui ai citati regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica n. 87, n. 88 e n. 89 del 2010”.

Nel’interrogazione parlamentare, quindi, la Malpezzi e le altre parlamentari firmatarie, chiedono, visto che ad oggi la fase di monitoraggio stabilita nel decreto non è ancora stata avviata, “quali siano le ragioni di tale ritardo e quali iniziative urgenti intenda adottare affinché si proceda in tempi rapidi alla valutazione del riordino dei cicli prima di procedere alla definizione di ipotesi di revisione del sistema che non tengano in considerazione gli effetti prodotti dal riordino suddetto”.

Si attende risposta da parte del Ministro

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