Riforma formazione docenti, insegnanti paritarie ingresso soprannumero anche se non si vince concorso. Ghizzoni, ecco perché

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Nella giornata di ieri, abbiamo analizzato l’articolo 15 dello schema di decreto sul “riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione”, dedicato alle scuole paritarie.

Come già riferito,  il titolo per insegnare nelle suddette scuole, previsto dallo schema di decreto legislativo, sarà il  diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario, che si consegue in seguito al superamento del concorso e alla frequenza dell’apposito percorso formativo. Anche in assenza del diploma, è possibile comunque accedere all’insegnamento presso dette scuole a condizione di essere iscritti al percorso di specializzazione (finalizzato al conseguimento del medesimo diploma) e a condizione che si consegua il diploma, entro il triennio dall’immatricolazione al corso.

Il suddetto diploma può essere conseguito non solo dai vincitori della selezione concorsuale, ma anche da coloro i quali non hanno partecipato o superato il concorso, come indica l’art. 15 comma 2 dello schema di decreto. Secondo quest’ultimo, infatti, ai percorsi di specializzazione possono iscriversi, secondo una graduatoria stabilita sulla base di un test di accesso, anche coloro i quali non hanno partecipato o superato il concorso, fermo restando i requisiti richiesti per l’accesso a quest’ultimo (articolo 5 commi 1 e 2 dello schema di decreto).

La previsione appena menzionata risulta essere incompleta, in quanto non è specificato se coloro i quali conseguono il diploma, senza aver superato o partecipato al concorso, possono spendere il titolo solo nella scuola paritaria o se possono avanzare qualche rivendicazione, essendosi specializzati, in merito all’accesso alla scuola statale. Dall’articolo riportato, inoltre, sembrerebbe che siano sytate configurate due diverse carriere: una per la scuola statale (laurea, concorso, percorso triennale di formazione e tirocinio e accesso al ruolo) e un’altra per la scuola paritaria (diploma di specializzazione).

Sulla questione è intervenuta sulle pagine del Corriere della Sera, al fine di chiarire qualsiasi dubbio, l’onorevole Ghizzoni, la quale ha confermato che sono state delineate due carriere separate, per cui si accederà alla scuola paritaria tramite il suddetto diploma, mentre alla scuola statale tramite il nuovo percorso: laurea, concorso, percorso triennale di formazione e tirocinio e accesso al ruolo.

In tal modo, la scuola paritaria sarà una scelta e non un “parcheggio” per maturare punteggio da sfruttare allo statale.

La Ghizzoni ha ammesso che l’articolo 15 suddetto presenta un problema di formulazione e che si cercherà di “migliorarlo”.

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