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Riforma fiscale: quanto si risparmierebbe e chi sarebbero i beneficiari?

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Riforma Fiscale nella legge di Bilancio, sotto la lente di ingrandimento la riduzione dell’aliquota per il terzo scaglione IRPEF.

Nella Legge di Bilancio 2022 il pacchetto fiscale dovrebbe prevedere anche il taglio delle tasse. La riduzione del carico fiscale si concentrerà sul ceto medio  grazie alla revisione delle aliquote IRPEF e proprio su questo aspetto specifico della riforma restano puntati gli occhi di tutti.

Riforma IRPEF

Ovviamente si attende una riduzione della pressione fiscale e l’ipotesi più accreditata al momento sembra essere quella della revisione del terzo scaglione che comprende coloro che hanno redditi tra i 28mila ed i 55mila euro e che attualmente sono sottoposti ad una aliquota del 38% (da notare che lo scaglione precedente paga un’aliquota del 27% con un innalzamento delle tasse pari all’11%).

Non ci sono molti dettagli su come si potrebbe procedere nell’intervento ma quello che appare certo è che si voglia rendere la tassazione progressiva meno brusca di quanto è ora portando, di fatto, una diminuzione dell’aliquota fiscale riferita al terzo scaglione.

Se la riforma fiscale, quindi, si riducesse soltanto ad una diminuzione dell’aliquota del terzo scaglione ad essere avvantaggiati della cosa solo coloro che hanno un reddito compreso tra 28mila euro e 55 mila euro l’anno. Ovviamente le tasse continuerebbero ad essere progressive e l’aliquota di riferimento, anche se ridotta, si applicherebbe solo ai redditi eccedenti i 28mila euro.

Secondo i dati del Ministero dell’Economia (relativi al 2019) questo intervento interesserebbe circa il 21% della popolazione e gioverebbe, quindi, ad un italiano su 5.

A tal proposito appare interessante una simulazione elaborata da SkyTG24 che mette a confronto 3 ipotetici lavoratori che hanno solo reddito da lavoro dipendente nell’ipotesi che l’aliquota del terzo scaglione fosse ridotta dall’attuale 38% al 34%.

Il lavoratore con redditi di 28mila euro non sarebbe interessato dal cambiamento in questione poichè la riduzione si applicherebbe solo sui redditi eccedenti i 28mila euro e, quindi, per lui rimarrebbe tutto invariato.

Per un lavoratore che dichiara 41mila euro l’anno lo sconto si applicherebbe solo sui 13mila euro che eccedono i 28mila, risparmiando, su questi il 4% (uno sconto sulle tasse di circa 500 euro l’anno).

Per un lavoratore che guadagna più di 55mila euro l’anno, invece, lo sconto sarebbe più corposo visto che si applica su 27mila euro (si parla di 1080 euro l’anno).

Ovviamente nella simulazione elaborata si ipotizza una aliquota del 34% ma della effettiva riduzione che sarà scelto di applicare non si ha ancora sicurezza alcuna.

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