Riforma, emendamenti PD. Istruzione adulti online, aumento posti per supplenze, 11 mln per valutare il sistema scolastico. Stop apprendistato

di redazione
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Vi riportiamo alcuni degli emendamenti che il Partito Democratico ha elaborato in queste ore relativamente alla riforma della scuola. Modifiche anche per chi potrà effettuare supplenze.

Vi riportiamo alcuni degli emendamenti che il Partito Democratico ha elaborato in queste ore relativamente alla riforma della scuola. Modifiche anche per chi potrà effettuare supplenze.

PD: PIANO MIUR 2015/2016 PER ISTRUZIONE ADULTI. SÌ CORSI ONLINE

SOSTENERE LE CPIA PER AUMENTO PARTENARIATI PUBBLICO-PRIVATI
Il ministero dell'Istruzione, dall'anno scolastico 2015/2016, dovrà predisporre – con proprio decreto – un Piano di azione per l'innovazione dell'istruzione degli adulti. Lo chiede un emendamento Pd (a firma Simona Malpezzi) presentato al ddl Scuola, all'esame della commissione Cultura alla Camera.

Il Piano del Miur dovrà prevedere – si legge nella proposta di modifica – "lo sviluppo, consolidamento, potenziamento e aggiornamento" delle competenze del personale scolastico "per sostenere e favorire la messa a regime dei nuovi assetti organizzativi e didattici" con particolare riferimento ai questi ambiti: "Rete territoriale di servizio; centro di attività di ricerca sperimentazione e sviluppo; commissione per la definizione del patto formativo individuale; progettazione per unità di apprendimento; percorsi di istruzione negli istituti di prevenzione e pena".

Inoltre il Miur dovrà "sostenere e favorire" i percorsi per la formazione degli adulti, che già si tengono nelle scuole superiori e dovrà "costituire, presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia; Ndr), ambienti tecnologici" per la fruizione a distanza dei corsi. Il Piano dovrà poi prevedere l'ampliamento della formazione con percorsi d'istruzione e formazione professionale e la realizzare di progetti integrati con la collaborazione di altre agenzie formative pubbliche e private.

Infine, l'emendamento chiede di "sostenere e favorire il ruolo strategico dei Cpia per la costruzione del sistema integrato per l'apprendimento permanente, fermo restando la possibilità di concludere convenzioni con le Regioni per coordinare le rispettive iniziative in materia, in modo da sviluppare e potenziare partenariati con gli attori delle reti territoriali".

NASCE FONDO PER SISTEMA VALUTAZIONE CON 11,4 MLN

Dal 2016 "è istituito nello stato di previsione" del ministero dell'Istruzione, "un fondo denominato 'Fondo per le attività del Sistema nazionale di valutazione' di 11,4 milioni di euro". È quanto prevede un emendamento al ddl Scuola a firma Simona Malpezzi (Pd) presentato in commissione Cultura alla Camera.

Il Fondo è destinato "prioritariamente" alle attività di: effettuazione delle rilevazioni nazionali sugli apprendimenti degli studenti; partecipazione dell'Italia alle indagini internazionali Ocse-Pisa e Iea; attività relative all'autovalutazione delle istituzioni scolastiche statali e paritarie; attività relative alla valutazione esterna delle istituzioni scolastiche statali e paritarie.

La stessa proposta di modifica prevede che "al processo di autovalutazione della scuola partecipano un rappresentante dei genitori per la scuola del primo ciclo d'istruzione compresa la scuola dell'infanzia, un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori per il secondo ciclo d'istruzione, un rappresentante del personale Ata per entrambi i cicli di istruzione"

Un altro emendamento, sempre a firma Malpezzi, prevede che "al fine di potenziare il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici e delle scuole, è autorizzata la spesa di euro 8 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2022".

La spesa è destinata "prioritariamente": alla realizzazione delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti; alla partecipazione dell'Italia alle indagini internazionali; all'autovalutazione e alle visite valutative delle scuole.

Alla spesa si fa fronte con riduzione del Fondo la buona scuola, istituito dalla legge di Stabilità 2015: gli 11,6 milioni stanziati per il 2015 diventano 3,6; i 97,7 per il 2016 89,7; i 134,6 per il 2017 126,6; gli 81,9 per il 2018 73,9; i 47,7 per il 2019 31,8; i 30 per il 2020 e 2021 22; i 33,9 per il 2022 25,9.

ASSEGNAZIONE DOCENZE RISPETTINO NORME ANTIDISCRIMINAZIONE

L'assegnazione dei posti di docenza per la copertura dei posti assegnati alle scuole dovrà "rispettare le norme antidiscriminazione". Lo precisa un emendamento Pd (a prima firma Simona Malpezzi) presentato alla Camera al ddl Scuola.

 STOP NORMA APPRENDISTATO, MA RISCHIO INCOMPATIBILITÀ JOBS ACT

Sopprimere la norma contenuta nel ddl Scuola che prevede contratti di apprendistato per gli studenti delle scuole superiori per la qualifica e per il diploma professionale. Lo chiede un emendamento del Pd (a firma Simona Malpezzi) presentato in commissione Cultura alla Camera. A quanto si apprende la norma sarebbe in contrasto con quanto prevede la riforma del lavoro (Jobs act).

MODIFICA DELEGA RIFORMA ISTITUTI TECNICO-PREFESSIONALI

NO A DISTINZIONI. OK A IEFP PER ACCESSO UNIVERSITÀ. Il Partito democratico con un emendamento al ddl Scuola chiede la modifica dell'articolo 21, che contiene le deleghe al governo per la riforma del sistema d'istruzione. In particolare, si chiede di cambiare la parte che riguarda la formazione tecnico-professionale.

Nell'emendamento si chiede "il superamento della distinzione tra istituti tecnici e istituti professionali e la ridefinizione dei loro ordinamenti in modo unitario con riferimento agli ambiti caratterizzanti i sistemi produttivi del XXI secolo": quali la tecnologia, l'economia e la finanza, i servizi alla persona e al territorio, rafforzandone la flessibilità e l'autonomia nell'organizzazione degli indirizzi di studio e nell'interconnessione con il mondo del lavoro.

E ancora: eliminazione delle sovrapposizioni esistenti tra indirizzi di studio dell'istruzione tecnico-professionale e qualifiche e diplomi professionali di competenza del sistema di Iefp. Infine, viene chiesta la "completa articolazione degli ordinamenti dei percorsi di Iefp anche per l'accesso all'università, all'Afam e agli istituti tecnici superiori, con la previsione di modalità di raccordo strutturale con i servizi per l'impiego e le politiche attive del lavoro, anche ai fini del rientro nei sistemi formativi di coloro che non sono in possesso di almeno una qualifica professionale, disoccupati o inoccupati".

NORME SU ORGANICO E ASSUNZIONI VALGANO ANCHE PER IEFP

Le norme del ddl Scuola e, in particolare, quelle sull'organico, le assunzioni e l'assegnazione dei docenti, valgano anche per i percorsi Iefp (per l'istruzione e la formazione professionale). Lo chiede il Pd con un emendamento al ddl Buon scuola, in esame alla Camera, a firma Simona Malpezzi.

La proposta di modifica accoglie le richieste fatte dalle associazioni di rappresentanza. In sostanza, si propone di potenziare i percorsi triennali per la qualifica e il diploma professionale "sulla base di piani di intervento" da adottare entro 120 giorni dall'entrata in vigore della Buona scuola. Con i piani di intervento si dovrà "garantire", si legge nell'emendamento Pd, agli studenti iscritti "pari opportunità rispetto agli studenti delle scuole statali" dalle norme del ddl.

Stessa cosa per i docenti del sistema di Iefp: anche per loro dovrà essere prevista la carta per la formazione e l'aggiornamento professionale. E ancora: anche per le Iefp siano previste la trasparenza dei dati, le agevolazioni fiscali, le sedi innovative e le misure per la sicurezza e valorizzazione delle strutture edilizie.

RIMODULATE RISORSE PER PIANO DIGITALE, 60 MLN ANNO

Rimodulare la dotazione finanziaria per il conseguimento del Piano nazionale scuola digitale, senza modificare lo stanziamento totale. È quanto prevede un emendamento al ddl Scuola presentato in commissione Cultura alla Camera e firmato dal gruppo Pd della stessa commissione.

In sostanza, i 90 milioni di spesa autorizzati per il 2015 a valere sul Fondo per il funzionamento (risorse già destinate nell'esercizio 2014 in favore delle istituzioni scolastiche ed educative statali) diventano 60, mentre la spesa autorizzata di 30 milioni dal 2016 salgono a 60.

DA MIUR NO RICHIESTE DATI GIÀ IN PORTALE UNICO

"I dati presenti" nel Portale unico dei dati della scuola "o comunque nella disponibilità del ministero dell'Istruzione non potranno più essere fatti oggetto di richiesta alle istituzioni scolastiche".

È quanto prevede un emendamento al ddl Scuola presentato in commissione Cultura alla Camera e firmato dal gruppo Pd della stessa commissione.

NO A CENTRI DI RICERCA SOLO IN ISTITUTI INNOVATIVI

Valorizzare le "migliori esperienze delle istituzioni scolastiche anche attraverso la promozione di una rete nazionale di centri di ricerca e di formazione", come prevede uno degli obiettivo del Piano nazionale scuola digitale, ma senza che i centri siano collocati "presso le scuole con più alto livello di innovatività".

È quanto prevede un emendamento al ddl Scuola presentato in commissione Cultura alla Camera e firmato dal gruppo Pd della stessa commissione. In sostanza, la proposta di modifica prevede di cancellare la frase "da collocare presso le scuole con più alto livello di innovatività" in riferimento alla rete di dei centri di ricerca e di formazione.

Cancellare al ddl Scuola la norma che prevede che i posti per il potenziamento dell'offerta formativa, che rimangono vacanti all'esito del Piano assunzioni, non potranno essere resi disponibili per incarichi a tempo determinato fino al successivo ciclo di determinazione dell'organico dell'autonomia.

POSTI ORGANICO FUNZIONALE ANCHE PER SUPPLENZE

Lo chiede un emendamento Pd, a prima firma Simona Malpezzi, presentato al ddl Scuola in commissione Cultura alla Camera. La proposta chiede la modifica della norma che prevede che per l'organico funzionale non potranno esserci supplenze, ma solo docenti di ruolo.

SUPPLENZE, MODIFICHE SUI TITOLI

L'articolo 7 prevede la possibilità di poter effettuare una supplenza anche se non si ha abilitazione, ma solo titolo di studio. Un emendamento presentato dall'On Malpezzi chiede di aggiungere il possesso anche di "percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire".

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