Riforma dottorato in arrivo: ecco cosa prevede

di redazione

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Il nuovo ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi affronterà a breve la riforma dei dottorati. Ne parla Il Sole 24 Ore.

Gli ultimi dati Istat rivelano l’alta percentuale di giovani dottorati italiani che lasciano il Paese per vivere all’estero: il 15,9% dei dottori del 2012 e il 18,5% dei dottori del 2014 ha infatti dichiarato di vivere abitualmente fuori dal’Italia. Dai dati emerge che il principale sbocco lavorativo del dottorato è la cattedra universitaria. I posti all’interno delle università ammontano al 24,1%.

Tra i primi provvedimenti cui Manfredi lavorerà c’è la riforma del dottorato. Una riforma avviata prima da Bussetti e poi da Fioramonti, rimasta però arenata. Ripartendo dalle ipotesi di riforma degli ex ministri si avvierà quella di Manfredi. Tra i primi punti ci sarà la valorizzazione dei dottorati innovativi, industriali e internazionali. In linea con la bozza di riforma Fioramonti, si comincerà dall’introduzione del dottorato di interesse nazionale che potrà contare anche sui 10 milioni del Fondo di finanziamento ordinario che rientrano nella disponibilità del ministro. E ancora ci dovrebbe essere la promozione dei consorzi tra atenei e l’idea che ogni docente faccia parte al massimo di due collegi, di cui uno interdisciplinare. Infine, molto probabilmente il ciclo di dottorato rimarrà unico.

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