Riforma. Docenti educazione musicale, esclusi da piano assunzioni. Dubbi su potenziamento nella primaria

di redazione
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Cordinamento nazionale docenti di educazione musicale – Il coordinamento nazionale dei docenti di Educazione musicale, dopo aver letto e analizzato attentamente il testo del ddl sull'istruzione, varato il 12 marzo dal Consiglio dei Ministri, sente il bisogno di esprimere dei dubbi in merito ai seguenti punti

Cordinamento nazionale docenti di educazione musicale – Il coordinamento nazionale dei docenti di Educazione musicale, dopo aver letto e analizzato attentamente il testo del ddl sull'istruzione, varato il 12 marzo dal Consiglio dei Ministri, sente il bisogno di esprimere dei dubbi in merito ai seguenti punti

-relativamente al potenziamento dell'Educazione musicale nella scuola primaria: non è definito in che modo verranno reclutati i docenti, se verranno istituite delle classi di concorso specifiche e quali saranno i titoli necessari per ricoprirne il ruolo. L'abilitazione, richiesta nel ddl, è attualmente valida nella scuola media e nella scuola superiore e non per la scuola elementare.

-nel ddl non si fa riferimento al potenziamento e alla necessità di regolamentare in modo più chiaro l'Educazione musicale nella scuola superiore. La classe di concorso A031 (Educazione musicale per le scuole superiori) è assente dai piani di studio di tutte le scuole di secondo grado – è decaduta anche nei licei psico-pedagogici e negli ex magistrali – e, attualmente, risulta essere una classe di concorso fantasma. Parallelamente i licei musicali sono, ad oggi, una realtà rara e disorganizzata: non esistono le specifiche classi di concorso per le singole materie (Storia della musica, Teoria analisi e composizione, Laboratorio di musica d'insieme, esecuzione e interpretazione, Tecnologie musicali). Fino ad oggi il reclutamento per queste materie non è avvenuto come per tutte le altri classi di concorso, bensì tramite bandi annuali dei singoli licei, svincolati dal bando triennale delle graduatorie d'istituto e senza classi di concorso definite.

-il canale di reclutamento dei docenti di Educazione musicale: la categoria dei precari di educazione musicale è tra le più penalizzate di sempre: l'ultimo concorso a cattedra risale al 1986 (Educazione musicale non era presente nei concorsi a cattedra del 1999 e del 2012) e l'ultima abilitazione concorsuale risale al 2007. Sono otto anni che non esiste un canale di reclutamento e ci troviamo, quindi, in una situazione che non prospetta via di stabilizzazione. -non è ancora stato effettuato uno studio di settore: non sono chiari i numeri precisi degli iscritti in GAE, degli esuberi e dei posti vacanti e disponibili. Non è chiaro se sarà avviato un concorso a cattedra per Educazione musicale e su quale contingente.

-TFA : la nostra classe di concorso non era presente nel I ciclo del TFA e, dopo un vuoto di otto anni, ci è stata data la possibilità di conseguire l'abilitazione con il TFA II ciclo. Nella prova preselettiva nazionale sono stati circa 7.000 gli aspiranti, 600 dei quali sono risultati vincitori e, quindi, ammessi alle successive prove (scritto e orale) superate le quali è avvenuta l'ammissione al percorso abilitante.

Nonostante la selezione severa, ci ritroviamo ad essere esclusi dal piano assunzioni del ddl e attualmente non abbiamo garanzie relative alla reale spendibilità del titolo abilitante. Ci teniamo a ribadire l'effettiva natura del TFA, che è a tutti gli effetti un corso-concorso e un'abilitazione conseguita per merito e non per anzianità di servizio (come è avvenuto per le abilitazioni PAS). Gli abilitati TFA sono stati selezionati su un contingente ristretto relativo al fabbisogno (articolo 5 bando TFA I ciclo) e, in virtù di questi presupposti, a dicembre del 2014 il Consiglio di Stato ha inserito due abilitati TFA nelle GAE (graduatorie a esaurimento) sottolineando il valore concorsuale di un'abilitazione conseguita per merito e solo dopo il superamento di tre prove selettive.

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