Riforma diritto studio, M5S: gratuità scuola obbligo inapplicata. Tutto resterà invariato

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comunicato M5S – “Una delusione, molta burocrazia e zero efficacia. Non c’è altro modo per definire lo schema di decreto sul diritto allo studio proposto dal governo: considerate le caratteristiche del provvedimento, la gratuità della scuola dell’obbligo prevista dalla Costituzione, resterà inapplicata e gli ostacoli economici, sociali e culturali rispetto al pieno riconoscimento di questo diritto non vengono affrontati alla radice. In sostanza, tutto resterà com’è attualmente”.

Così i parlamentari M5s in Commissione Cultura di Camera e Senato secondo i quali “la maggior parte delle disposizioni contenute nel decreto, infatti, hanno caratteristiche ricognitive rispetto a norme già esistenti, come nel caso dei servizi di mensa, trasporto e testi scolastici. Il decreto delegato non ottempera alla legge delega, che prevede la definizione dei livelli delle prestazioni e non prevede lo stanziamento di risorse aggiuntive per la copertura degli interventi degli enti locali, già nel tempo in sofferenza a causa dei tagli compiuti dagli ultimi governi.

La verità – aggiungono – è che per rimuovere gli ostacoli al diritto allo studio il problema andava preso di petto, attraverso misure chiare e concrete che noi abbiamo inserito nel nostro parere alternativo, a partire dalla definizione i livelli essenziali di prestazione su base nazionale, come già previsto dalla Costituzione e dalla stessa legge delega, e come chiede da mesi la risoluzione M5S a prima firma Maria Marzana. Si tratta di un presupposto fondamentale per superare le disuguaglianze territoriali e garantire in modo omogeneo i servizi scolastici  su tutto il territorio. Altro passaggio fondamentale sarebbe l’istituzione  del fondo per il diritto allo studio per l’intero percorso scolastico – il decreto istituisce soltanto il Fondo relativamente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado –  finalizzato all’erogazione dei servizi di trasporto, assistenza, mensa, istruzione domiciliare o in ospedale, strumenti didattici, a cui possano attingere gli enti locali. Attraverso questo fondo e un’integrazione al Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche (FIS) si potrebbe davvero scrivere la parola fine a quella piaga rappresentata dalla  “contribuzione volontaria” delle famiglie.

Infine, sarebbe stato decisamente opportuno promuovere l’attuazione del nostro emendamento al decreto Carrozza del 2013 il quale prevede che le scuole, anche aggregate in rete, possano autoprodurre libri digitali su piattaforme aperte, destinando apposite risorse alla formazione del personale e per l’acquisto di strumenti informatici”.

ROMA, 15 marzo 2016

Area Comunicazione M5S Camera

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