Riforma. Dirigenti a tempo, sicuri sia una buona soluzione?

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Tra le possibili modifiche alla riforma attualmente in discussione al Senato c'è la possibilità per i dirigenti di avere incarichi triennali, rinnovabili per altri tre anni.

Tra le possibili modifiche alla riforma attualmente in discussione al Senato c'è la possibilità per i dirigenti di avere incarichi triennali, rinnovabili per altri tre anni.

Soluzione che vorrebbe attenuare il potere dei dirigenti, soprattutto per quanto riguarda la chiamata dei docenti che ha messo in allarme il mondo della scuola. Tra le argomentazioni contrarie alla possibilità che i dirigenti scelgano i docenti, c'è quella secondo la quale si creerebbero dei meccanismi di clientelismo.

Per ovviare a questo problema, un emendamento vorrebbe assegnare ai dirigenti incarichi di massimo 6 anni in modo da non creare feudi da gestire. Molti docenti hanno già fatto notare che in realtà si tratta di una soluzione falsa, dato che nulla vieterà al dirigenti nell'arco dei tre anni di "sistemare amicizie" e che la presenza nel testo licenziato dalla Camera che pone divieti nell'assunzione dei partenti non è che una falsa soluzione, dato che non c'è divieto di assumere i parenti del dirigente vicino o amico.

Un dibattito che si gioca sul filo delle possibilità e dei processi alle intenzioni, ma che è al centro della scena politica.

Non tutti i dirigenti, tra l'altro, sono d'accordo con questo provvedimento, dato che 6 o peggio 3 anni non sono certo sufficienti per dare un'impronta alla scuola o per rimediare al malfunzionamento del predecessore. Per i docenti, inoltre, sarebbe uno stress non indifferente dovendosi adattare di volta in volta ad un'impronta diversa e a metodi diversi.

Insomma, la risoluzione del problema non è necessariamente migliore del problema stesso.

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