Riforma delle pensioni, nel 2024 fusione tra Ape sociale e Opzione Donna? Il governo ci pensa. Le ultime notizie

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Il tema delle pensioni è sempre stato al centro dell’attenzione in Italia e, con l’approccio della legge di bilancio del governo Meloni, l’attenzione si intensifica.

A fronte delle richieste per un ritorno alla quota 41, sembra che il governo si stia orientando su percorsi meno ambiziosi, con un budget previsto di circa 1,5 miliardi di euro per le pensioni.

L’incontro con i sindacati e la nota di aggiornamento al Def potrebbero offrire più chiarezza sulla direzione. Tuttavia, il quadro attuale suggerisce che Quota 103, ovvero pensionamento anticipato con 62 anni di età e 41 anni di contributi, resterà la norma principale. Una versione ‘parziale’ di quota 41 potrebbe essere una soluzione temporanea, ma i dettagli rimangono vaghi.

Tra le novità in vista, c’è il possibile lancio di un ‘super’ contratto d’espansione, un meccanismo unificato per tutti gli esodi incentivati. Ciò potrebbe rendere il sistema attuale, che consente la pensione anticipata di cinque anni con contributi aziendali ridotti, più accessibile e semplice per le PMI.

Un’altra potenziale mossa potrebbe vedere la fusione dell’Ape sociale e Opzione donna. L’introduzione di questa nuova formula potrebbe abbattere l’età minima richiesta a 60 anni, rendendola simile alla precedente Opzione donna, con requisiti più flessibili per caregiver e lavoratrici in specifiche condizioni.

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