La riforma delle pensioni d’oro si blocca in commissione. Per il PD ci sono errori. Fratelli d’Italia: siamo disponibili

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Si ferma il testo di riforma sulle pensioni d’oro: in commissione Lavoro della Camera non è stata trovata un’intesa per un testo condiviso sulla proposta di legge presentata da Giorgia Meloni (FdI).

Mercoledì il relatore Maria Luisa Gnecchi esprimerà in Aula parere negativo e proporrà il rinvio in commissione.

Il testo è stato bloccato dalla maggioranza, che ha respinto il tetto a "3.200 euro netti" inclusa la previdenza integrativa e quella complementare.

GB – Si ferma il testo di riforma sulle pensioni d’oro: in commissione Lavoro della Camera non è stata trovata un’intesa per un testo condiviso sulla proposta di legge presentata da Giorgia Meloni (FdI).

Mercoledì il relatore Maria Luisa Gnecchi esprimerà in Aula parere negativo e proporrà il rinvio in commissione.

Il testo è stato bloccato dalla maggioranza, che ha respinto il tetto a "3.200 euro netti" inclusa la previdenza integrativa e quella complementare.

I rappresentanti del Pd in commissione Lavoro della Camera giustificano così il loro ‘no’ alla proposta avanzata da Fratelli d’Italia, e suggeriscono l’abolizione dei vitalizi. "Vogliamo affrontare il problema delle pensioni d’oro con serietà evitando problemi come quelli che ci sono stati in passato", affermano Marialuisa Gnecchi, Marianna Madia e Marco Miccoli.

"L’attuale proposta Meloni – sottolineano – propone il cumulo di tutte le pensioni, comprese quelle integrative e complementari e propone un tetto di 5mila euro lordi che corrisponde a 3.300 euro netti; propone inoltre il ricalcolo delle pensioni calcolate con il sistema retributivo per la verifica della differenza che si creerebbe qualora fossero state liquidate con il sistema contributivo. Se ci fosse stata la lunga elaborazione di cui parla Giorgia Meloni – aggiungono – non ci sarebbero nel testo delle sua proposta di legge questi grossolani errori".

Dal testo del ddl Meloni, sostengono "è evidente che prevale un aspetto esclusivamente propagandistico che non prevede la soluzione di un problema reale. Siamo convinti che sia necessario colpire le vere pensioni d’oro, quelle conseguite con calcoli attuariali opportunistici o con l’acquisizione di privilegi, vedi i vitalizi regionali, parlamentari e del parlamento europeo, che rappresentano in molte situazioni una impropria sommatoria di assegni pensionistici. Alla luce anche della mozione approvata in aula, è necessario avere più tempo per permettere di avere dall’Inps calcoli reali per poter decidere in modo più corretto".
 
La Meloni ribatte:"La nostra proposta di legge è di semplice buon senso e prevede di fissare un tetto corrispondente a 10 volte la pensione minima oltre il quale ricalcolare le pensioni in essere con il sistema contributivo. Se i contributi non sono stati effettivamente versati la parte eccedente il tetto viene tagliata e lo Stato utilizza i soldi risparmiati per aiutare i giovani e le pensioni minime e di invalidità".

Sottolinea però la sua disponibilità "ad accettare gli emendamenti del Pd pur di giungere a un testo condiviso. In particolare, il Pd chiedeva l’aumento della soglia a 14 volte la pensione minima, e di tagliare dal computo le pensioni complementari e integrative.
Tutti emendamenti ai quali Fratelli d’Italia aveva dato il suo parere positivo".

Invece, conclude, "la decisione di votare per la soppressione totale del testo dimostra che la maggioranza, il Pd in testa e con la sorprendente complicità di Sel, non ha alcuna intenzione di mettere mano alla vergogna delle pensioni."
 

 

Versione stampabile
anief anief
soloformazione