Riforma della scuola e stipendi, si va verso lo scontro con i sindacati

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Addio contrattazione? Pare che il Governo voglia procedere senza sindacati, soprattutto per quanto concerne la riforma degli stipendi e l'introduzione del "merito".

Addio contrattazione? Pare che il Governo voglia procedere senza sindacati, soprattutto per quanto concerne la riforma degli stipendi e l'introduzione del "merito".

Quali saranno i particolari presentati venerdì dal Ministero non è ancora dato sapere, solo qualche indiscrezione: addio al premio solo per il 66% dei docenti e sistema misto, con un terzo dello stipendio dipendente dall'anzianità ed il resto per cumulo di crediti, ma con tetto di fondi disponibili.

Nell'elaborazione di tutto ciò i sindacati non sono stati convocati, non hanno partecipato come rappresentanti dei lavoratori e, probabilmente, leggeranno la proposta definitiva direttamente dal Decreto.

"Modi autoritari", li ha definiti oggi il segretario Pantaleo ad OrizzonteScuola, in una intervista ad Eleonora fortunato. Anche se di arretramento del ruolo del sindacato non ne vuol sentir parlare, "senza sindacati non c’è democrazia".

La questione degli stipendi dei docenti è una cosa seria e il Governo, non solo ha bloccato il rinnovo contrattuale, ma si appresta ad una vera e propria rivoluzione senza coinvolgere i diretti interessati.

Di questo ha consapevolezza Di Menna, segretario della UIL. "Se il Decreto legge rimarrà così – dichiara al quotidiano 'Il Garantista' – il Governo Renzi si assumerà la responsabilità di arrivare ad uno scontro durissimo con tutto il mondo della scuola, UIL compresa".

Affermazioni che non lasciano scampo e il segretario ha la consapevolezza di avere dalla sua il mondo della scuola, ricordando le 400mila firme che hanno detto NO ad un meccanismo "meritocratico" che premia i docenti sulla base delle proprie risorse e non sulle reali capacità dei docenti.

Anche la Cisl difende l'operato del sindacato. Sugli scatti di anzianità solo bugie e mistificazioni 

Venerdì il Decreto, non c'è più tempo per convocare i sindacati, probabilmente Renzi non ha mai avuto intenzione di farlo. Chi scommette nel coinvolgimento di questi ultimi ha già perso, e quando il premier parla di confronto afferma che c'è già stato o che ormai sarà politico (a seguito della trasformazione del Decreto in Legge). Lo scontro appare inevitabile, spetterà ai sindacati di essere davvero, ancora, rappresentativi, al di là delle elezioni RSU.

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