Riforma concorso a cattedra, prova orale: si torna all’interrogazione sui contenuti della materia

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Novità per quanto riguarda i concorsi per diventare insegnanti messe a punto dalla maggioranza e inseriti nel testo della Legge di Bilancio che sta per approcciare il Parlamento.

Modifiche alla prova orale

Ricordiamo che già dal 2012 e poi sancita con il Governo Renzi era stata messa a punto una modalità di prova orale che non prevedeva interrogazioni sulle materie di insegnamento, ma che puntava esclusivamente sulla capacità del docente di insegnare, attraverso l’elaborazione di una lezione simulata che misurasse diversi aspetti: dalle metodologie utilizzate, alla presenza di studenti certificati DSA, BES etc.

Secondo quanto contiene la bozza di Legge di Bilancio in nostro possesso, datata lunedì 29 ottobre, le modalità della prova orale potrebbero subire un cambiamento. Infatti l’obiettivo della prova sarà di valutare il grado delle conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso.

Resta la lingua europea e competenze informatiche

Nessuna modifica, invece, alle conoscenze linguistiche dei candidati. Infatti, la bozza prevede che la prova orale verifiche anche la conoscenza di una lingua straniera europea almeno di livello B2. Resta anche la necessità di appurare le competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

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