Riforma, Chimienti (M5S): aumentare numero posti sostegno, sì piano per ATA, restano 50mila cattedre scoperte

di Eleonora Fortunato
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Crescono le ipoteche sul disegno di legge presentato dal Governo, e non ci sono solo i flash mob e gli scioperi dei docenti, ormai anche buona parte del Parlamento promette battaglia.

Crescono le ipoteche sul disegno di legge presentato dal Governo, e non ci sono solo i flash mob e gli scioperi dei docenti, ormai anche buona parte del Parlamento promette battaglia.

Nell’illustrarci i principali emendamenti del Movimento Cinquestelle, l’Onorevole Silvia Chimienti avverte: “Se non ci saranno modifiche, da lunedì ostacoleremo il ddl in tutti i modi”.

Innanzitutto parliamo della riduzione dei poteri dei dirigenti, forse il punto più dolente. In quale direzione vi siete mossi?

“Abbiamo presentato moltissimi emendamenti al riguardo. Alcuni sono volti a stralciare completamente gli articoli sull’accentramento dei poteri nelle mani del dirigente, mentre molti altri tentano di porre dei forti contrappesi. In particolare, ripristiniamo le funzioni degli organi collegiali nell’elaborazione e nell’approvazione del piano triennale dell’offerta formativa, nella scelta dei docenti dell’organico del potenziamento e anche nella valutazione del merito dei docenti che noi vorremmo affidare ad un comitato di valutazione composto da docenti, dirigente e ispettori ministeriali. Non può essere una sola persona a decidere su materie così diverse e delicate: è necessaria una collegialità. Oltretutto, i dirigenti attualmente non hanno una formazione tale da consentire loro di gestire tutto: dalla didattica alla valutazione, dalla gestione amministrativa alla scelta dei docenti”.

Quali modifiche proponete per arginare la “chiamata diretta”?

“Per noi la chiamata diretta non dovrebbe esistere e proponiamo innanzitutto che si elimini la parte del ddl relativa agli albi territoriali che getterebbero i docenti in una condizione perenne di precarietà esistenziale e professionale. Il conferimento degli incarichi da parte degli ambiti territoriali, organo terzo e imparziale, sarebbe per noi la soluzione ottimale.

Se non sarà possibile mantenere il sistema attuale, quantomeno chiediamo che vengano inseriti criteri oggettivi che impediscano al dirigente di agire in maniera del tutto discrezionale come, ad esempio, il mantenimento anche nell’albo del relativo punteggio che si ha nella graduatoria di provenienza. Vogliamo inoltre che il tutto avvenga nella trasparenza: abbiamo proposto che gli uffici scolastici regionali sostituiscano il dirigente nella scelta dei docenti non solo in caso di inerzia dello stesso ma anche in caso di segnalazione da parte degli organi collegiali circa una scarsa trasparenza del dirigente nel conferimento degli incarichi. Aggiungiamo poi come prioritari il criterio della continuità didattica, quello della maggiore vicinanza della scuola al luogo di residenza del docente, quello della completa assenza di relazioni soggettive o di parentela tra i docenti e il dirigente e, infine, quello fondamentale della scelta esclusivamente di docenti abilitati nella specifica classe di concorso in cui vengono assunti”.

Cosa prevedete per il personale abilitato?

“Vogliamo che venga valorizzato il personale abilitato e che venga cancellato l’articolo 12 che impedisce di lavorare a chi ha già maturato 36 mensilità di servizio. Per noi è prioritario che anche gli abilitati di II fascia rientrino nel piano di assunzioni già dal 2015, in base al fabbisogno. Se questo non sarà possibile, proponiamo almeno di mantenere in vita le graduatorie (anche le GAE che non verranno assolutamente esaurite nel 2015/2016!) e di assegnare le supplenze annuali ai docenti abilitati, in attesa della loro assunzione. L’emendamento più importante è all’articolo 7: impedire che i docenti di ruolo possano insegnare su classi di concorso diverse da quella per cui posseggono l’abilitazione. Questo offenderebbe il merito e la professionalità dei docenti abilitati e danneggerebbe la qualità della didattica.

Abbiamo chiesto al MIUR i numeri dei posti disponibili divisi per province e classi di concorso: come sospettavamo, dopo il piano di assunzioni ci saranno ancora 50mila cattedre scoperte il prossimo anno! Il piano assunzionale del PD non risolve il problema del precariato, getterà solo nel caos le scuole”.

I docenti di sostegno sono molti meno del necessario, cosa proponete?

“Mancano all’appello almeno 28mila cattedre di sostegno per garantire il rapporto uno a due tra docenti e alunni disabili. Ci sono diversi emendamenti a mia prima firma che mirano ad incrementare l’organico di sostegno per garantire questo rapporto. Inoltre ho proposto di istituire una classe di concorso specifica sul sostegno e corsi di formazione ad hoc per impedire che il sostegno sia solo un trampolino di lancio per l’immissione in ruolo. È dai ragazzi svantaggiati che dobbiamo partire”.

Cos’altro manca nel ddl?

“Si sono completamente dimenticati un piano assunzionale per il personale ATA. Glielo ricordiamo noi, con diversi emendamenti a mia firma: le scuole rischiano di restare chiuse! In audizione abbiamo avuto testimonianze preziose sul tema: i tagli drastici del personale ATA stanno letteralmente facendo boccheggiare le istituzioni scolastiche. Va eliminato il taglio di 2020 posti ATA effettuato in legge di Stabilità.

Inoltre, con alcuni emendamenti a firma Giuseppe Brescia, chiediamo l’assunzione di educatori e pedagogisti, figure essenziali per il buon andamento delle classi ma totalmente ignorate ai piani alti”.

Si parla di posti riservati al prossimo concorso per gli abilitati PAS e TFA. Di Menna della Uil si è detto assolutamente contrario, quali sono le vostre proposte su questo punto? Ancora saldi nell’idea di un doppio canale transitorio fino al 2020?

“Noi crediamo che la soluzione migliore sarebbe quella dello scorrimento ai fini delle immissioni in ruolo anche delle graduatorie d’istituto, che diventerebbero provinciali con la scelta di più di 20 scuole, e di concorsi biennali per assumere in base al fabbisogno ma dando comunque a TFA e PAS la certezza di essere assunti nei prossimi anni. Ricordiamo che ci sarà un turn-over del 40% nei prossimi dieci anni! Per noi basterebbe rendere più serio e conferire valore concorsuale all’anno di prova. Non c’è bisogno di inventarsi chissà quali magheggi che inevitabilmente discriminerebbero qualcuno!

I concorsi saranno aperti solo agli abilitati e ci sarà una quota di posti riservata per chi ha 36 mesi? Male: in questo modo si farà un torto agli abilitati TFA, selezionati duramente ma semmai non ancora in possesso di anzianità di servizio.

La riserva di posti del concorso sarà per i soli TFA? Male: si farà un torto agli abilitati PAS, che non hanno speso 4000 euro per un’abilitazione di serie B! Comunque la studino, faranno un torto a qualcuno.

L’unica soluzione equa è quella del M5S che guarda, prima di tutto, al fabbisogno e al bene della scuola”.

Siete ottimisti sulla partenza regolare del prossimo anno scolastico? Con i 100.000 assunti intendo.

“Partiamo col dire che le nuove assunzioni, se mai ci saranno, sono solo 48mila. Tutte le altre sono su posti stanziati dal dl Carrozza del 2013 e sul turn-over. Le risorse fresche sono solo per i 48mila dell’organico del potenziamento, i “tappabuchi”, perché è questo quello che intendono far fare ai docenti, stravolgendo il loro status giuridico e svilendo la loro professionalità.

Non sono ottimista perché i tempi sono risicatissimi, nonostante la folle corsa a cui ci sta costringendo la maggioranza in commissione Cultura alla Camera. Non hanno voluto fare un provvedimento a parte, come da noi richiesto da mesi, solo per le assunzioni. Le motivazioni sono due: o non vogliono assumere nessuno oppure vogliono approvare in fretta e furia l’aziendalizzazione della scuola, sotto il ricatto delle assunzioni.

Possiamo preannunciarvelo: se questi sono i loro reali intenti, da lunedì prossimo li ostacoleremo con ogni mezzo a disposizione. D’altronde hanno avuto mesi per ascoltare la scuola e non l’hanno fatto: lo dimostrano le piazze piene di questi giorni, i flash mob e gli scioperi a cui noi partecipiamo costantemente come cittadini prima ancora che come deputati e senatori M5S”.

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