Riforma Brunetta: a Palazzo Chigi intesa su pubblico impiego. FGU, FLCGIL, CISAL non firmano

di redazione
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Pubblichiamo il comunicato del Ministero e dei sindacati. Il merito si baserà esclusivamente su risorse derivanti dai tagli.

Pubblichiamo il comunicato del Ministero e dei sindacati. Il merito si baserà esclusivamente su risorse derivanti dai tagli.

Sottoscritta a Palazzo Chigi un’intesa tra il Governo e le organizzazioni sindacali per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego. Per il Governo erano presenti il Sottosegretario Gianni Letta e i ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi.

Negli ultimi anni sono stati diversi gli interventi normativi e contrattuali volti a riformare il pubblico impiego: tra questi, in particolare, l’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009 (siglata il 30 aprile 2009 per il settore pubblico) e il decreto legislativo n. 150/2009 (Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione). Tali riforme si sono inserite in un momento di crisi dell’economia nazionale e mondiale che ha determinato l’emanazione di provvedimenti normativi urgenti per il risanamento della finanza pubblica, comportando tra l’altro il blocco fino al 2013 della contrattazione collettiva nel pubblico impiego. In tale contesto si è reso necessario un accordo con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego teso a regolare la transizione di queste riforme in assenza di un contratto collettivo nazionale.

L’ipotesi preliminarmente conferma il comune obiettivo di una ripresa della crescita economica fondata sull’aumento della produttività e dell’occupazione, cui il settore pubblico contribuisce soprattutto con la qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese. Inoltre, in attesa della stipulazione dei nuovi contratti collettivi nazionali di lavoro, il Governo e le organizzazioni sindacali convengono sulla necessità di realizzare un sistema di relazioni sindacali che persegua condizioni di produttività e di efficienza del pubblico impiego tali da consentire il rafforzamento del sistema produttivo, il miglioramento delle condizioni lavorative e della qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche nonché la crescita della competenza professionale.

Nel merito, l’accordo tocca due temi fondamentali quali i premi individuali (che la Riforma Brunetta prevede in base a fasce di merito) e il sistema delle relazioni sindacali.

Al fine di non pregiudicare le attuali retribuzioni dei dipendenti pubblici, si è infatti stabilito che i premi previsti dalla Riforma Brunetta possano essere finanziati solo con le risorse derivanti da risparmi di gestione, secondo quanto previsto comma 17 dell’art. 61 del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133/2008 (il cosiddetto ‘dividendo dell’efficienza’). Quanto alle relazioni sindacali, l’accordo prevede una direttiva all’ARAN per trattare un contratto collettivo quadro che tenga conto dell’intera cornice normativa vigente in materia ai fini dell’applicazione del decreto legislativo n. 150/2009.

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