Riforma, albi provinciali: i docenti avranno sede per tre anni, rinnovabili dal dirigente

di Anselmo Penna
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Nodo cruciale della riforma della scuola saranno gli albi provinciali, che in Parlamento non mancheranno di scatenare polemiche. I sindacati hanno già dichiarato guerra.

Nodo cruciale della riforma della scuola saranno gli albi provinciali, che in Parlamento non mancheranno di scatenare polemiche. I sindacati hanno già dichiarato guerra.

Addio graduatorie, gli USR definiranno degli albi regionali suddivisi in sezioni separate (infanzia, primaria, secondaria di I grado e secondaria di II grado) e in albi provinciali e sub-provinciali. Gli Uffici scolastici regionali definiranno l’ampiezza degli albi territoriali, anche in funzione della popolazione scolastica.

Negli albi confluiranno i docenti che saranno immessi in ruolo a partire dal 1 settembre 2015 e, tra i docenti già in ruolo, coloro che faranno mobilità.

I docenti che entreranno negli albi potranno esprimere la preferenza tra le liste territoriali della regione a cui sono iscritti e saranno "assunti prioritariamente, nell’ambito degli albi indicati, sui posti di sostegno, se in possesso del relativo titolo di specializzazione e, in subordine, a partire dalla classe di concorso o grado di istruzione per la quale posseggono maggior punteggio e, a parità di punteggio, dando priorità al grado di istruzione superiore. In caso di indisponibilità di posti per gli albi territoriali indicati, non si procede all’assunzione".

Per quanto riguarda l'assegnazione dei docenti alla sede di servizio, non sarà possibile, come già affermato ieri in un nostro articolo, sceglierla.

Infatti, sarà il dirigente a proporre ai docenti di accettare un incarico attingendo dall'albo. La scelta dovrà avvenire rendendo pubblici i criteri ed anche sulla base del progetto educativo della scuola stessa.
Inoltre, gli incarichi avranno durata triennale, sulla base del progetto educativo della scuola e saranno rinnovabili da parte del dirigente.

I docenti, quindi, non avranno una sede fissa a vita come adesso, ma saranno "itineranti" in base alle esigenze della scuola e dei dirigenti.

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