Riflessioni sulle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione

Di Lalla
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Ambrogio Ietto – Finalmente il prossimo settembre, nell’assoluto rispetto dei tempi prescritti dal comma 4 dell’articolo 1 del DPR n. 89 del 20 marzo 2009, avremo il testo ufficiale delle “ Indicazioni Nazionali “ per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione.

Ambrogio Ietto – Finalmente il prossimo settembre, nell’assoluto rispetto dei tempi prescritti dal comma 4 dell’articolo 1 del DPR n. 89 del 20 marzo 2009, avremo il testo ufficiale delle “ Indicazioni Nazionali “ per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione.

Ne conosciamo, in verità, già la bozza messa in rete dal volenteroso e dinamico MIUR il 30 maggio scorso. Essa è stata al centro di un approfondito e generalizzato esame da parte delle istituzioni scolastiche interessate (istituti comprensivi e moribonde direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado ) le quali si sono percepite tanto coinvolte nella delicatissima opera di lettura attenta, di analisi rigorosa e di compilazione puntuale del ‘ formulario ‘ ( sic! ), costituito da ben 25 espressioni schematiche, da perfino ingolfare il sito dell’Ansas alla disperata ricerca, da quanto si legge nella circolare ministeriale del 28 giugno 2012, della password di accesso. Così si è resa proprio ‘necessaria una proroga dei termini indicati al fine di favorire la completa compilazione del questionario’.

Gruppi di insegnanti designati dal collegio dei docenti, aggregazioni informali di ‘ addetti ai lavori‘ e staff del dirigente hanno potuto in questo modo riprendere fiato e dedicarsi, con massima diligenza matematica, al conteggio dei 250 caratteri alfabetici (spazi compresi), indispensabili per redigere nel merito ‘ un’idea, un suggerimento, un’osservazione’, ringraziando devotamente il MIUR e la Commissione di esperti per avere concesso ben 110 caratteri in più del limite fissato a livello planetario da twitter, il social network oggi di moda.

Il gruppo di esperti redattori dei formulari A – B – C – D, nell’attenersi scrupolosamente alla lettera del citato comma 4 dell’articolo 1 del DPR n. 89/2009, aveva ritenuto di strutturare il questionario dei ‘documenti programmatici’ sulle ‘ attività poste in essere dalle istituzioni scolastiche’ e, in nome di un’illimitata autonomia concessa, aveva eluso del tutto un ‘Atto di Indirizzo ’ datato otto settembre 2009 e firmato dal precedente titolare di viale Trastevere, limitando all’ultima formula dei questionari B – C – D il quesito su ‘quanto ‘ fossero state applicate le ‘ Indicazioni ‘ di cui al D.Lvo n. 59/04 e quelle di cui al D. M del 31 luglio 2007.

Il gruppo di esperti, nel valutare, a ragion veduta, improponibile l’auspicata armonizzazione delle ‘Indicazioni’ ( punto 2 della ‘Premessa ‘ all’Atto di Indirizzo ), ha dato per scontato che nel corso del triennio 2009/2012 le istituzioni scolastiche interessate si siano dedicate a ben altro e non certamente a star dietro ai ‘ criteri ‘ indicativi presi in esame dal documento appena richiamato. Così è stato semplice quantificare i ‘ molto’, gli ‘ abbastanza’, i ‘ poco’ e i ‘ per niente ‘ dell’ultima formula schematizzata nel questionario e confermare l’opzione a favore delle ‘ Indicazioni per il curricolo’ di cui al D. M. 31 luglio 2007 ( C. M. n. 31 del 18 aprile 2012 ).
La laboriosa attività di revisione di quest’ultimo documento ha consentito, ai componenti del gruppo di esperti, di valutare l’opportunità di far finta di recuperare qualcosa delle ‘ Indicazioni ‘ di cui al D.Lvo n. 59/04. Così è stato disseppellito il ‘ Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione’ privo, però, delle tre qualità ( ‘ educativo, culturale e professionale ‘ ) che pur segnavano in modo specifico il titolo dell’Allegato D al predetto decreto.

Ovviamente del precedente testo non c’è traccia. A quanto sembra a lamentarsi è anche l’onorevole Giuseppe Fioroni che pur firmò il decreto ministeriale di riferimento del 31 luglio 2007. Egli, infatti, aveva vivamente sollecitato il prof. Mauro Ceruti, coordinatore di quel gruppo di lavoro e successivamente eletto al Senato della Repubblica, ad inserire nella ‘Premessa’ alle sue ‘Indicazioni’ la proposizione che pone lo studente, durante il percorso formativo del primo ciclo di istruzione, ‘ al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi’.

Il gruppo degli esperti estensori della ‘ Bozza 2012’ delle ‘ Indicazioni per il curricolo ‘, pur precisando che l’Unione Europea non impone agli Stati aderenti l’adozione di ordinamenti e curricoli scolastici conformi ad uno stesso modello, ritiene che ‘ competenza civica’, ‘ senso di iniziativa e imprenditorialità’, ‘ consapevolezza ed espressione culturale’ rappresentino tratti distintivi ed onnicomprensivi della personalità del preadolescente italiano tanto da assorbire anche le dimensioni valoriale, etica, emotivo – affettiva, ludico – relazionale, autoriflessiva, spirituale, religiosa.

Infine, in merito alla lista dei componenti del nucleo redazionale, dei consulenti esperti e dei collaboratori consultati, puntualmente citati sul frontespizio della ‘Bozza’, ancora una volta va preso atto con soddisfazione che la ricerca educativa e la sperimentazione di strategie didattiche innovative, funzionali ad una corretta conquista, da parte dell’allievo, dei singoli saperi disciplinari, sono attività scientifiche da poter praticare in Italia soltanto da Roma alle Alpi.

La presenza nelle Commissioni deputate alla stesura delle ‘ Indicazioni’ di esperti del Mezzogiorno d’Italia, nel 2007 garantita dall’attuale sottosegretario di Stato alla Pubblica istruzione Marco Rossi Doria ed oggi assicurata dall’ottimo dirigente scolastico Guglielmo Rispoli, conferma un preciso orientamento ministeriale: arricchire il gruppo di esperti di competenze significative nel campo del disagio sociale, della dispersione e del disadattamento scolastico. Infatti sia Rossi Doria nella qualità di collaudato maestro di strada sia Rispoli, attento conoscitore, in particolare, del ricco e variegato potenziale di creatività di cui è portatrice la stagione dell’infanzia, sono stati protagonisti e testimoni significativi di cosa significhi delineare percorsi didattici differenziati e affrontare l’emergenza educativa in contesti contraddistinti da marcata deprivazione socio – culturale ed emotivo – relazionale.

C’è solo da sperare che in future, analoghe circostanze il dicastero dell’istruzione pubblica tolga alle istituzioni educative del Mezzogiorno e, in particolare, a quelle partenopee, il logo poco nobile, adottato da Marcello D’Orta, di scuole ‘sgarrupate’.

Scuole dell’infanzia e del primo ciclo: indicazioni nazionali

 

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