Riflessioni sulle attività svolte dai docenti del Sostegno nei tempi del COVID 19. Lettera

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Inviata da Antonio Velucci – Buongiorno Signor ministro, le scrivo per portarle il mio saluto, le mie riflessioni maturate in questi difficili giorni di emergenza Covid 19 e parlarle di una categoria di docenti speciali del quale
orgogliosamente faccio parte. Docenti che sanno dimostrare in ogni situazione, un grande
adattamento, spirito solidale e combattivo nel tendere quotidianamente a ricercare e creare le condizioni necessarie per dare accesso al diritto allo studio a favore degli studenti meno fortunati, ma che sono speciali come loro.

Docenti che sanno dimostrare in ogni situazione, un grande adattamento, spirito solidale e combattivo nel tendere quotidianamente a ricercare e creare le condizioni necessarie per dare accesso al diritto allo studio a favore degli studenti meno fortunati, ma che sono speciali come loro.

Anche in questa situazione di particolare e improvvisa emergenza, noi docenti per il sostegno abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità, dovere nei confronti dell’incarico assunto, sapendo con tenacia e in velocità, ricercare e trovare le migliori strategie e mezzi per mantenere il filo, i legami con le famiglie, superando molte criticità e garantire il contatto con i propri alunni. E questo spesso in solitudine e gestendo nel
contempo la già difficile prova di restare a casa, nell’incertezza, nello sgomento e nella paura per sé e per i propri cari.

Noi docenti di sostegno, sappiamo mettere tutto questo da parte, pronti a dare priorità alla propria missione, donando solidarietà per garantire l’inclusione, in qualsiasi contesto e situazione, come questa che stiamo vivendo. L’obiettivo con il quale ci siamo confrontati in questo difficile scenario, tra Ri-programmazione, Ri-progettazione, DAD, attività da remoto ecc., è stato quello di superare anche la prova dello sconforto, e vincere brillantemente.

Ci siamo riusciti, prova superata, perché stiamo garantendo per quanto possibile anche le attività didattiche individualizzate a distanza.

Da ricordare che, spesso noi docenti per il sostegno operiamo con alunni affetti da sindrome dello spettro autistico e quanto crede che valga un simile lavoro?

Non intendo, certamente in termini economici, mi riferisco invece, a livello di missione, non crede che anche noi siamo un po’ gli angeli per questi alunni? non si cercano applausi, ma essere considerati per il lavoro svolto e non passare come talune volte accade, docenti di serie B.

Mi piace il mio lavoro, mi entusiasma favorire l’inclusione, ma non pensavo mai di dover sperimentare l’inclusione online … avrei preferito proseguire con l’abbraccio del mio alunno, il sorriso della classe al mattino e le relazioni con tutta la comunità educante.

Ma purtroppo, è saltata l’architettura scolastica, per il rispetto del distanziamento sociale imposto dall’emergenza sanitaria. Una lezione di vita, una speranza di rinascita, un ritorno di comunità. Ho ritenuto delicatamente, raccontare un po’ della vita di una categoria di docenti
che dimostra ampiamente di possedere le life skills, navigare nella complessità del sistema scolastico, per garantire il diritto allo studio degli alunni a loro affidati, ma che opera spesso in silenzio e dietro le quinte.

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