Riflessioni sulla scrittura manuale: educare alunni a gesto grafico. Lettera

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Inviata da Rosanna Rizzo – La scrittura rappresenta un’attività di notevole importanza, in quanto consente di trasmettere il proprio pensiero e di conservarlo nel tempo e, contemporaneamente, rappresenta, dopo il linguaggio, uno strumento di comunicazione che ha consentito al genere umano di sviluppare il processo di socializzazione.

Oggi la comunicazione avviene, per lo più, attraverso strumenti tecnologici: mail, sms…, ma, prima di poter utilizzare tali strumenti, l’essere umano deve necessariamente passare attraverso una fase di apprendimento della scrittura intesa nella sua caratteristica strumentale: deve, cioè, imparare,
attraverso la mano, ad eseguire forme che andranno a costruire i grafemi prima e le parole dopo.

Com’è noto, la scrittura si insegna e, tale insegnamento è prerogativa della scuola primaria; non a caso il bambino vuole andare alla scuola dei “grandi” per imparare a “leggere e a scrivere”.

Da insegnante, da formatrice e da educatrice del gesto grafico, però, noto, con grave disappunto e da molto tempo, ormai, che, nonostante numerose ricerche dimostrino l’importanza che riveste l’insegnamento della scrittura manuale per lo sviluppo cognitivo del bambino, nelle nostre scuole non
viene attribuita la dovuta considerazione a tale attività e, cosa per nulla irrilevante, la carenza di indicazioni metodologiche (presente nei testi programmatici di altri Paesi) per tale insegnamento, se non un timido accenno relativamente al “cosa fare”.

Nei Programmi Didattici per la Scuola Primaria del 1985, si trova un breve riferimento in Educazione motoria: “Coordinazione oculo-manuale e segmentaria: “Particolare attenzione dovrà fin dall’inizio essere rivolta al conseguimento di tali capacità attraverso attività manipolative semplici
con piccoli oggetti, attrezzi di gioco, indirizzando gli interventi anche al fine dell’affermazione della lateralità e del consolidamento della dominanza e favorendo in tal senso la regolarità, la precisione,
la fluidità dei gesti-motori fini e gli apprendimenti grafici”.

Nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012, relativamente agli Obiettivi di Apprendimento per la Scrittura al termine della classe terza si legge : «Acquisire le capacità manuali, percettive e cognitive necessarie per l’apprendimento della scrittura» e, fra quelli relativi agli elementi di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua: «Prestare attenzione alla grafia delle parole nei testi». Sono, queste, capacità che il bambino dovrebbe aver già acquisito e consolidato in classe terza (quando la grafia dovrebbe trovarsi nella fase calligrafica (9 anni circa) e il bambino dovrebbe aver raggiunto già una maggiore precisione, perché ha superato le principali difficoltà grafomotorie – Ajuriaguerra collaboratori – n.d.r.),
altrimenti ci troveremmo di fronte a difficoltà.

Perché questo silenzio nei documenti nazionali scolastici?…Forse perché l’insegnamento della grafia viene considerato non importante ai fini dello sviluppo del bambino? O forse perché, “se non imparerà a scrivere userà il computer?”.

Ed è così che una buona percentuale degli alunni delle nostre scuole, di qualsiasi ordine e grado presenta problemi di scrittura che vanno dalla semplice difficoltà di esecuzione grafomotoria fino ad arrivare a disgrafie vere e proprie. Queste situazioni rappresentano un ostacolo per lo sviluppo dello studente in varie aree di conoscenza.

Considerato ciò, credo sia da necessario pensare ad un metodo di insegnamento della scrittura che tenga conto della sua specificità in relazione all’aspetto strumentale.

Non si può chiedere a un bambino di copiare delle lettere o addirittura delle intere parole dalla lavagna fin dai primi giorni di scuola senza che sia stato affrontato un adeguato insegnamento del gesto grafico. In questo modo non si incoraggia alla spontaneità, quanto, piuttosto si ignorano le sue
difficoltà, lasciandolo da solo a risolvere tutti i problemi che questa importante abilità comporta: impugnatura della penna, direzionalità per formare le singole lettere, gestione degli spazi grafici.

Occorre preparare il bambino all’apprendimento di una buona scrittura rafforzando e consolidando tutte le abilità di base che sottendono alla sua acquisizione.

Prima che una difficoltà raggiunga un grado di severità elevato tale da richiedere l’intervento di uno specialista può essere opportuno considerare la necessità di EDUCARE tutti gli alunni al gesto grafico, con la consapevolezza della sua complessità e della sua importanza senza dimenticare che è stata proprio l’invenzione della scrittura a determinare il salto di qualità nell’evoluzione dell’uomo.

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