Riflessioni su DaD e l’anno che verrà. Lettera

WhatsApp
Telegram
ex

Inviato da Ilaria Tramonti – Siamo dunque ormai giunti alla fine di questo anno scolastico, un anno scolastico iniziato come tanti ma terminato nel più imprevedibile dei modi.

Quest’anno ormai terminerà così, senza che insegnanti e studenti abbiamo il modo di rimettere piede a scuola.
E’ stato un anno faticoso per tutti: per gli studenti, per i docenti, per i dirigenti, per le famiglie, per il paese tutto. Tante persone si sono trovate a fronteggiare la malattia in prima persona o hanno visto parenti e amici combattere e talvolta soccombere, tanti altri hanno perso il lavoro…La situazione è stata talvolta così difficile che nemmeno abbiamo trovato le parole per esprimere lo scoramento. Però ora che l’anno volge al termine vogliamo, e a nostro parere è necessario, che anche noi in qualità di docenti e lavoratori della scuola diciamo la nostra su cosa ha funzionato e cosa no in questo periodo di sospensione della didattica ordinaria.

Partiamo dalle cose belle:
-da subito lo sforzo è stato immane, il personale scolastico infatti, ben prima che obblighi e doveri fossero messi su carta, ha avuto chiaro che se anche non potevamo incontrarci l’importante era non perdersi di vista. Inizialmente i contatti si sono mantenuti nelle maniere più diverse (skype, email, whatsapp, telefono), poi i dirigenti e i team digitali delle scuole hanno lavorato per far sì che anche in quest’occasione tutti potessero continuare a sentirsi parte della stessa comunità, hanno cercato piattaforme che potessero supportare i docenti nella loro lavoro di tutti i giorni;
– l’approccio alla didattica ha subito un’innovazione improvvisa così come non si vedeva da anni: docenti che fino ad oggi trovavano difficoltà anche a tenere aggiornato un registro elettronico oggi sono in grado di consigliare colleghi sul miglior programma da utilizzare durante le video lezioni. Questo è stato, e lo diciamo a malincuore, il miglior corso di formazione visto da decenni e purtroppo dobbiamo dire che in molti casi si è trattata di auto-formazione;
– gli studenti, non tutti ma molti, hanno aspettato con ansia l’incontro in video con i propri docenti e la scuola è stato il modo in cui i ragazzi sono riusciti a mantenere o ritrovare ritmo e quotidianità.

In questo periodo le difficoltà dovute alla situazione generale sono state accresciute da alcuni errori:
– le scuole sono state spesso lasciate sole di fronte al compito durissimo di raggiungere tutti gli studenti che per difficoltà economiche e/o familiari non riuscivano a connettersi alla rete o a registrarsi alle varie classi virtuali;
– la comunicazione istituzionale è apparsa confusionaria, fatta di balzi in avanti e passi indietro. Si sono presi provvedimenti dimentichi del reale funzionamento delle scuole, dei loro organi collegiali e questo ha aumentato il carico di lavoro di docenti e dirigenti;
– l’emergenza sanitaria ha trasformato ipso facto il lavoro dei docenti in lavoro agile, senza tener conto che la connessione alla rete internet per lo svolgimento delle loro mansioni è stata a carico loro e non finanziabile con la carta docenti;
– la mancata attivazione di una piattaforma ministeriale ha di fatto obbligato le scuole a rivolgersi a piattaforme private, alcune delle quali neanche completamente sicure dal punto di vista della privacy, per mantenere in piedi l’attività didattica;
– la DAD è stata trasformata, non sappiamo se involontariamente o no, in lavoro burocratico aggiuntivo per scuole e soprattutto per i docenti. Il mese di giugno ci vedrà tutti quanti impegnati non più solo in esami e compilazione di relazioni finali, ma anche di PIA e PAI. Ogni docente dovrà quindi compilare montagne di documenti per certificare quello che già sapevamo: che chi già faticava a scuola oggi fatica ancora di più, sarà promosso avendo accumulato altre lacune e a settembre dovrà (non si sa ancora dove, con quali docenti, con quale modalità) recuperare le carenze, preoccupandosi anche di assimilare contemporaneamente nuovi contenuti e nuove competenze previste per l’anno in corso;
– la mancanza di chiarezza ha fatto sì che all’interno delle scuole si aprissero confronti, si moltiplicassero gli incontri chiarificatori ma a volte la confusione ha portato anche a tensioni e scontri di cui certo non sentivamo il bisogno;
ECCO ALLORA CHE, CONSAPEVOLI DI CIO’ CHE DI BUONO E MENO BUONO CI HA PORTATO QUESTA ESPERIENZA,VOGLIAMO RICORDARE CHE LA DAD FUNZIONA SOLO IN CASO DI EMERGENZA, MA SE LA SITUAZIONE SI DOVESSE PROTRARRE ANCORA SAREBBE UN TENTATIVO SCELLERATO DI DISTRUGGERE LA SCUOLA, O ALMENO LA SCUOLA CHE FINO AD OGGI ABBIAMO CONOSCIUTO.

Ci hanno detto che i ragazzi non sono imbuti da riempire, ma noi lo sappiamo bene.E’ per questo che vogliamo tornare quanto prima a guardare i nostri ragazzi negli occhi: nei loro occhi c’è un mondo che a volte le parole non sanno neanche esprimere.
A settembre l’unica scuola che vogliamo è quella in presenza, ma per poter ricominciare in sicurezza si dovrà cominciare almeno a pensare di risolvere alcune problematiche:

– SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CLASSI, già da anni docenti e dirigenti si lamentano del sovraffollamento delle classi. Classi di 26/27 studenti che vediamo ogni giorno nella scuola media sono incompatibili con i protocolli di distanziamento sociale stilati dal comitato di esperti della Ministra Azzolina. Non sappiamo, ma sarebbe assai strano il contrario, se la Ministra sia a conoscenza del fatto che le richieste di classi inoltrate dalle scuole all’USR sono state rigettate e ridimensionate, naturalmente verso il basso; meno classi rispetto a quanto richiesto significano solo una cosa: numeri più alti in ciascuna delle classi a partire dal prossimo anno. Inoltre è giunta notizia degli emendamenti approvati dalla settima commissione del Senato al Decreto Scuola, tra i quali quello che prevede per i ragazzi H la possibilità di riconfermare la reiscrizione per l’a.s. 2020/21 nel medesimo anno di corso dell’a.s. 2019/2020; questo a iscrizioni e richieste di organico chiuse porterebbe a una riduzione di insegnanti di sostegno per numero di alunni e aumento di iscritti per classe.

– SANIFICAZIONE DEI LOCALI, pretendiamo che la scuola come luogo deputato all’educazione dei più giovani venga sanificato da ditte specializzate secondo protocolli rigorosi. Se ciò non fosse possibile chiediamo che, come già avvenuto per le chiese, si faccia intervenire l’esercito.

– ad oggi visto le grandi responsabilità che ci si assumono portando i ragazzi fuori dall’ambito scolastico, l’uscita didattica e la gita sono attività volontaria per i docenti, voci persistenti invece parlano della possibilità di effettuare a partire da settembre lezioni in luoghi all’aperto, musei, parchi; se cossi fosse chiediamo la DERESPONSABILIZZAZIONE dal reato penale per i docenti che siano obbligati a far lezione in luoghi altri dalla scuola.

E da ultimo forse sarebbe anche il caso di ricominciare ad effettuare un controllo medico sanitario annuale per i docenti così come avviene per qualsiasi altra categoria lavorativa, perché indipendentemente dal COVID-19, ogni insegnante incontra mediamente 50/75 studenti al giorno e in caso di contagio virale questo potrebbe significare un aumento esponenziale dei contagiati.

WhatsApp
Telegram

Perché scegliere il Corso di Preparazione al Concorso per Dirigente scolastico di Eurosofia?