Riflessioni semiserie e serie su proposta di legge 22 alunni per classe. Lettera

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Inviata da Antonio Deiara – Le ho scritto all’On. Lucia Azzolina, alla Camera. Le ho dedicato un riconoscente “Fabula docet”, sui giornali.

L’ho anche accusata di aver rifilato alla Scuola un uovo sodo al posto di un prelibato Uovo di Pasqua, sui 22 alunni per classe come numero massimo (20 in presenza di un diversamente abile). Ma il mio orecchio non coglie risposta, la mia mente non riceve argomentazioni e/o cronoprogramma sulla norma epocale, il mio spirito è affranto dal tradimento del voto delle Idi di marzo 2018.

L’unica proposta di legge veramente utile alla Scuola Pubblica della Repubblica Italiana, la n. 877 del 5 luglio 2018, prima firmataria Lucia Azzolina, oggi sottosegretario alla Pubblica Istruzione, si è
smaterializzata. E con lei la prima firmataria. Ebbene sì: io cerco l’Azzolina, parafrasando una celebre réclame, la cerco e non la trovo; quando la vedo in video, parla d’altro.

Cancellazione delle classi-pollaio di gelminiana memoria, intangibili per le tre ministre targate PD Carrozza-Giannini-Fedeli, abrogazione del D. Lgs. 62/2017, quello della promozione di oves-boves et asinorum, e introduzione della “flagranza di reato” nello Statuto delle studentesse e degli studenti, per legittimare le sospensioni immediate e stroncare il bullismo, sono priorità ormai scomparse dai radar de La Vera Scuola.

Siamo immersi nella tecnologia-taumaturgica, nell’inclusione di chi non è assolutamente escluso (ma persiste nel rifiutarsi di includere tra i suoi doveri l’osservanza delle regole comuni del rispetto dell’altro), nel bla-bla-bla dei genitori laureati di Google, e dei pseudo-esperti mai entrati in classe, che vorrebbero insegnare a noi insegnanti come si insegna agli alunni maleducati e pelandroni il principio del “Tutti diritti, zero doveri”.

Imperversa, intanto, il ministro Fioramonti; peccato che gli aumenti contrattuali a tre cifre promessi abbiano confermato il valore dello “zero uguale zero”, con conseguente riduzione a due cifre lorde degli incrementi dei nostri lauti stipendi. Per non parlare del Pozzo di San Patrizio
dell’Aggiornamento per i docenti, utile solo per aggiornare il conto corrente degli aggiornatori, anche loro spesso mai entrati in classe. Sorvoliamo sull’ultima perla salviniana dell’abrogazione della Scuola Media. Che avesse ragione Laocoonte? “Timeo PDanaos ac dona ferentes”…

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