Riflessioni e proposte sulla scuola. Lettera


item-thumbnail

Inviato da Giancarlo Marcelli – In recenti interviste la Ministra dell’Istruzione, prof.ssa Azzolina, ha sostenuto con coraggio come sia possibile riavviare in presenza, a settembre, le attività didattiche.

E’ un obiettivo straordinario per la comunità scolastica e quella nazionale, ma seppur necessarie le indicazioni emanate dal comitato tecnico sulle distanze all’interno della classe e sulla necessità di rimodellare gli orari, qualche perplessità sorge quando con vademecum quasi enciclopedici si indicano le finalità e le metodologie di acquisti di beni e servizi, lasciando alcune questioni di relazione con gli enti locali in mano all’autonomia scolastica, un ente funzionale peraltro un po’ trascurato negli ultimi tempi ma inondato di note operative per ogni questione da risolvere. Con le risorse assegnate sarà, a mio avviso, difficile realizzare gli interventi logistici necessari per riprogettare gli spazi e altrettanto critico immaginare che gli enti locali titolari degli immobili possano procedere nei tempi necessari per l’avvio dell’anno scolastico. Vedremo se e come nel caso “indicare e realizzare” siano processi attuabili in modo sincrono.

La perplessità più grande è poi quella del personale docente da reclutare, ovviamente in numero più elevato del consueto per rispettare le indicazioni accennate. Le procedure pubblicate sono: nuove graduatorie provinciali in attesa dello svolgimento del concorso straordinario, non più a quiz ma a tema. Lascio da parte il tema del concorso che ha reso la vita difficile a molti precari increduli per le notizie che si susseguono, ma affermare che per settembre saranno reclutati, con le graduatorie provinciali utilizzando i mezzi informatici più disparati, i docenti da incaricare appare una mera illusione.

Lo dimostrano i tempi tecnici che al Ministero dovrebbero essere noti: per redigere nuove graduatorie occorrono alcuni mesi, viste le procedure amministrative che si devono necessariamente adottare, pena la consueta pratica dei ricorsi. Poi ritenere che con tali graduatorie, in mano agli uffici territoriali, si possa procedere il tempi snelli è una mera speranza, visti i tempi che normalmente si sono verificati, sia quando le graduatorie erano gestite da tali organismi sia quando, fino al corrente anno, sono state le scuole a farlo: così facendo si rischia di non avere docenti prima della metà del mese di novembre!

Qual è la proposta ripetutamente effettuata, ma di cui nessuno al Ministero si cura? Prorogare fino alla conclusione dei concorsi straordinari gli attuali incarichi annuali, peraltro in capo a docenti che hanno seguito la didattica a distanza e stato redigendo i piani di recupero individuali da realizzare all’inizio dell’anno. Cosa ostacola tale procedimento?
Peraltro l’incertezza temporale verrebbe attenuata e le scuole si troverebbero subito operative per i processi didattici da attuare, anziché disperatamente sole, altro che vademecum!

Versione stampabile
soloformazione