Riflessioni di un docente in pensione sulla scuola in emergenza. Lettera

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Inviato da Antonio Esposito – Sono un docente purtroppo in pensione dal 1 settembre 2019, dopo 40 anni di impegno tra Casoria e Pomigliano d’arco, e amore per la scuola dove ho dedicato tutto me stesso per i ragazzi che ricordo uno ad uno.

Penso che a questo punto e vista la situazione dove ci troviamo e dopo aver toccato con mano quella che e’ la sanita’ pubblica. che per impegno e sacrificio e non per le strutture e per i numeri se non fosse per medici infermieri e personale ausiliario tutto, chissa come sarebbe finita.
Perche’ dico questo ?

Semplicemente perche’ vista la mia esperienza scolastica vorrei fare una riflessione e non sono uno scienziato ma una persona normalissima: prima che ci troviamo in acque brutte pure nella scuola perche’ non si corre ai ripari da adesso e non dopo e dico, ripeto non sono uno scienziato, visto e considerato che si parla tanto di distanza sociale come si puo pensare di far rientrare i ragazzi a scuola in classi di 30 in una superficie se va bene di 30 mt quadrati?

Soluzione da subito
classi di 15 alunni
costruzione immediata di scuole
Risultati immediati, visto che dopo ci troveremo a fare i conti non piu con emergenza sanitaria ma sociale ed economica.
Raddoppio di insegnanti e significa 1 milione e mezzo di posti di lavoro se pensiamo anche personale ata.
Messa in moto enorme di edilizia e tutto quello che ne deriva in termini di lavoro.
Grazie e se avete bisogno io ci sono.

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