Riflessione su parole Bussetti. Lettera

di redazione
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Inviato da Irene Vernillo (docente di materie letterarie) – L’età e la pensione ormai prossima mi consentono di esprimerle una riflessione a voce alta che mi auguro abbia la bontà ed il tempo di ascoltare.

Sono arrabbiata, signor ministro, non solo per le sue ultime esternazioni, ma anche per il tono sprezzante usato nei confronti dei docenti, degli alunni e delle scuole del sud.

È evidente che bisogna ricordarle che il suo ruolo di Ministro è rivolto alla Scuola Italiana e non ad una parte di essa. Lei ha offeso tutti quei colleghi e quegli studenti che quotidianamente continuano a compiere il proprio dovere in condizioni spesso a limite della normalità. Da noi la scuola effettivamente resta l’unico riferimento possibile in un tempo così carente di certezze e di valori, l’ unico luogo che permette di offrire ai giovani modelli sani di comportamento, conoscenza, cultura e speranza per un futuro diverso.

Lei ha calpestato la dignità di chi ha dovuto studiare, superare concorsi, non semplici mi creda, prepararsi con serietà per svolgere una delle professioni più belle ma anche più difficili; di chi, ha militato per anni assorbendo e digerendo riforme e cambiamenti repentini spesso indigesti.

Non conosce la forza che ci vuole quotidianamente per motivare alunni sempre più scoraggiati e disorientati da falsi idoli, per affrontare famiglie iperprotettive alla ricerca sempre più spesso di una facile promozione, per dover chinare il capo davanti a dirigenti dispotici e non sempre all’altezza del ruolo che sono chiamati a svolgere.

Purtroppo la secolare questione meridionale è ancora senza soluzione: continuano ad aggravarsi le difficoltà dovute alla mancanza di trasporti idonei, all’utilizzo di strutture non certo sicure e di strumentazioni non sempre aggiornate Di noi ci si interessa nel momento delle elezioni politiche, quando le promesse superano ogni immaginazione e il meridione diventa ancora una volta l’ utile ed indispensabile serbatoio di voti.

Se è vero che la civiltà ed il progresso di una nazione si misurano nella attenzione dovuta alla preparazione responsabile ed alla formazione dei futuri cittadini, non crede che bisognerebbe pensare alla scuola in maniera più attenta? La storia, al cui insegnamento oggi non viene dato il giusto rilievo, dovrebbe ricordare le passate responsabilità.

Venga signor ministro, venga da comune cittadino a visitarci, a conoscerci, a rendersi conto delle difficoltà che viviamo sulla nostra pelle: La accoglieremo con la gentilezza che ci contraddistingue e con l’ unica vera ricchezza che nessuno può toglierci: la dignità.

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