Il rifiuto del bonus premiale da parte dei docenti si diffonde. Petraglia (SEL): scelta di grande dignità

di redazione
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"Tra le varie contraddizioni della Legge 107, cosiddetta "buona scuola", vi è il bonus per la valorizzazione dei docenti rivolto solo al personale di ruolo. Avevamo denunciato che la costituzione dei comitati di valutazione in ogni Istituto comprensivo avrebbe aperto la strada alla mera discrezionalità dei criteri che sarebbero stati solo lesivi della libertà di insegnamento".

"Tra le varie contraddizioni della Legge 107, cosiddetta "buona scuola", vi è il bonus per la valorizzazione dei docenti rivolto solo al personale di ruolo. Avevamo denunciato che la costituzione dei comitati di valutazione in ogni Istituto comprensivo avrebbe aperto la strada alla mera discrezionalità dei criteri che sarebbero stati solo lesivi della libertà di insegnamento".

Lo ha detto la senatrice Alessia Petraglia, capogruppo di Sinistra Italiana – SEL in commissione Istruzione, che ha aggiunto:

" Il rifiuto di molti insegnanti, destinatari del bonus, ad accettare quel sistema premiale a punti, scegliendo di distribuire la cifra tra tutti i docenti o ad altre attività didattiche è una scelta di grande dignità".

"Gli insegnanti italiani sono i meno pagati di Europa e rimandare indietro il bonus è una scelta di grande responsabilità e grande senso dello Stato. Il governo interrompa questa vergogna dei bonus e proceda al rinnovo del contratto di lavoro bloccato da 10 anni e si restuisca dignità e pieno riconoscimento alla professionalità degli insegnati".

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