Rifiutare ore di insegnamento eccedenti, la richiesta CGIL per salvaguardare il lavoro dei precari

di redazione
ipsef

La CGIL suggerisce ai docenti in servizio di rinunciare a fare un numero ore di insegnamento settimanale superiore a quello previsto dal contratto.

La CGIL suggerisce ai docenti in servizio di rinunciare a fare un numero ore di insegnamento settimanale superiore a quello previsto dal contratto.

Una richiesta che pesa sul portafogli, già misero, dei docenti, ma che ha come obiettivo di scongiurare, leggiamo nel comunicato, "conseguenze che vanno prese in seria considerazione, in particolare:

  1. se gli spezzoni vengono coperti dai docenti in organico, non viene nominato altro personale, si riduce quindi il fabbisogno complessivo di docenti, si rende ancora più instabile la posizione di molti precari;
  2. si introduce una sorta di cottimo in un lavoro, la docenza, di grande responsabilità e impegno. Di certo ciò non potrà migliorare la qualità dei processi di insegnamento/apprendimento né la qualità della relazione educativa."

"Altra cosa – continua il comunicato – sono le attività aggiuntive prestate da docenti e Ata in attuazione del Piano dell’offerta formativa. E’ il caso dei progetti, delle funzioni strumentali, degli incarichi specifici Ata, delle ore per la pratica sportiva, delle attività di recupero rivolte agli studenti con debiti formativi, delle uscite, dei viaggi di istruzione, dei campi scuola. Tali prestazioni rappresentano un valore aggiunto. È nell’interesse dei docenti e del personale Ata, oltre che della scuola e degli alunni, svolgerle al meglio."

Ostacolare questo tipo di attività, infatti, significherebbe danneggiare alunni e famiglie.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione