Rientro in classe, scuole in affanno con i positivi e i non vaccinati: studenti universitari in cattedra per sostituire i docenti assenti

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“Assenti dal 15 dicembre, quindi chi non vuole vaccinarsi, sono lo 0,72%. ‘Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono rispettivamente il 3,6% e il 2,4%, quindi nel complesso un 6%”. Sono i dati che il Ministro Patrizio Bianchi ha fornito in conferenza stampa il 10 gennaio a proposito del rientro in classe. Ma i problemi di assenze del personale docente restano in questi primi giorni post vacanze. E allora le scuole chiamano gli studenti universitari per le supplenze.

Non si tratta di un’iniziativa isolata ma a quanto pare un po’ diffusa in tutta Italia. E già avviata a metà dicembre, quando, in coincidenza con l’obbligo vaccinale per gli insegnanti, per far fronte alle tante cattedre scoperte e con le graduatorie dei supplenti già esaurite, i dirigenti scolastici hanno iniziato a pensare alle supplenze tramite MAD con maggiore interesse. Con la prospettiva di insegnanti assenti a gennaio perchè positivi sempre in aumento, diventa proprio una necessità arruolare gli studenti universitari.

Lo sanno bene ad esempio, le scuole di Viareggio, come racconta La Nazione: “Quella di coinvolgere l’università è un’iniziativa che ha preso la dirigente – osserva il direttore dell’Ufficio Scolastico Donatella Buonriposi – però il problema c’è. Bisogna considerare che in ogni istituto mancano in media tra i 15 e i 20 docenti, ma è una difficoltà che avevamo previsto dal momento che il personale supplente è più o meno sempre lo stesso. E non bisogna dimenticare che, a volte, anche nel personale non tutti hanno il green pass, e bisogna che lo abbiano altrimenti non insegnano. Per questo la situazione è di difficoltà generalizzata nel trovare supplenti“.

Se si aggiunge anche che il personale covid può andare quarantena in questo periodo, allora diventa davvero impossibile non pensare a soluzioni come gli universitari in cattedra: “Anche questo non è un problema isolato: direi che al momento tutti i contratti possono essere rifatti, ma ripeto: il problema è sempre trovare le persone, perché i docenti assunti con i contratti Covìd, che vanno a tappare le carenze di personale, a loro volta si ammalano e vanno in quarantena“, prosegue Buonriposi.

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