Rientro in classe il 7 gennaio: si continua a sbagliare, va rimandato ad inizio marzo. Lettera

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inviata da Pier Paolo Tarsi – A settembre, mentre molti ancora si godevano gli ultimi bagni, in pochi pensavamo che per la scuola superiore, o almeno parte di questa, si sarebbe dovuto programmare il ritorno in presenza direttamente al secondo quadrimestre, avviando l’anno in DAD. Si è preferito procedere nella direzione opposta, esagerando e sbagliando: i fatti, oggi possiamo tranquillamente constatarlo mi pare, hanno dato totalmente ragione a quei pochi.

A fronte di spese ed energie bruciate inutilmente in questa scelta, nelle secondarie di secondo grado la didattica in presenza è durata in tutta Italia a conti fatti dalle 3 alle 5 settimane appena nella prima parte dell’anno scolastico: tanto rumore per nulla insomma, con l’aggravante di un fallimento scontato già dall’inizio.

Ora, se si avesse l’umiltà di imparare dagli errori fatti – o almeno da quelli appena compiuti! – si progetterebbe un ritorno alla didattica in presenza graduale per fine febbraio, primi di marzo, quando la situazione generale migliorerà e si potrebbe dunque concludere l’anno in relativa tranquillità, senza altri picchi pandemici.

Saranno in grado stavolta i nostri eroi di non confondere desideri, retorica e realtà? O qualcuno pensa che l’epifania si porti via oltre le feste anche l’Italia dei trasporti malmessi, delle strutture sanitarie insufficienti e degli edifici scolastici angusti? Sbagliare è umano, perseverare no.

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