Rientro in classe, Bianchi vuole tutti in presenza ma alcune Asl lanciano l’allarme: “I dati dei positivi a scuola possono essere sottostimati”

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A gennaio si tornerà in presenza. Tranne nei casi circoscritti dove davvero si manifestano difficoltà oggettive. Situazione, quest’ultima, che potrebbe anche essere più diffusa di quanto ci si può aspettare.

“Prima della chiusura festiva avevamo un numero di bambini positivi molto controllato, 0,5% su un totale di 8 milioni: avevamo una situazione controllata. Che vi siano aumenti è possibile, e stiamo lavorando tenendo conto di questa possibilità, ma la scuola resta il posto più controllato, sui cui abbiamo la massima di attenzione”, ha detto recentemente il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Che ha inoltre sottolineato “Tutti gli studenti torneranno in classe. Se si riscontreranno dei focolai, saranno i presidenti delle Regioni e i sindaci a decidere se chiudere o no l’istituto dove è scoppiato il cluster. Saranno condizioni straordinariamente rilevanti ma isolate”.

Ad ogni modo, è stato già spiegato come ci sarà una nuova valutazione dopo i dati del 3 gennaio.

Dati dei positivi sottostimati

A livello locale già la situazione inizia però a preoccupare: ad esempio a Bari e provincia sono 162 i casi registrati fra il 20 e il 26 dicembre, sostanzialmente in linea con i 204 positivi rilevati nella settimana precedente. “Il dato potrebbe essere anche sottostimato – spiega Sara De Nitto, referente Covid scuole Dipartimento di prevenzione della Asl – continuano ad arrivare in queste ore segnalazioni precedenti alla chiusura degli istituti e delle segreterie per via delle Feste di Natale. Questo significa – aggiunge – che ci sono casi in più e che la circolazione del virus continua ad essere significativa nelle classi“.

Parole che forniscono un assist alle perplessità dei dirigenti scolastici: “La ripresa delle lezioni si prospetta tutt’altro che semplice perché dirigenti e segreterie delle scuole sono subissati, in queste ore, da mail di casi di studenti, familiari, docenti o personale Ata infetti da Covid. Ciò che stiamo registrando nelle scuole della capitale e del Lazio ci fa pensare che sia così anche per il resto delle scuole italiane”, dice Mario Rusconi, dell’ANP Lazio.

Anche il presidente nazionale dei presidi Antonello Giannelli condivide la preoccupazione: “Andrebbe introdotto l’obbligo di tampone per il personale scolastico esente, cioè esonerato dalla vaccinazione anti-covid. I contagi crescono esponenzialmente, le scuole vanno messe in sicurezza attraverso l’attuazione di un piano generale di screening, che garantisca un monitoraggio continuo della salute della popolazione scolastica, intesa come studenti e personale, esenti inclusi”.

Ipotesi nuova quarantena

Nel frattempo, all’orizzonte potrebbe anche delinearsi un nuovo intervento in merito alla gestione della quarantena a scuola: sulla base dei numeri alti dei contagi, il governo potrebbe riconsiderare la proposta (già avanzata a fine novembre ma poi ritirata) di prevedere la quarantena per un’intera classe nel caso di un solo alunno positivo (al momento l’isolamento per tutti scatta con tre contagi).

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