Rientro in classe, anche gli studenti insoddisfatti: in un caso su due niente metro di distanza in aula. Banchi a rotelle scomparsi e trasporti insicuri

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Per 1 studente su 2 in classe non si riesce a rispettare il metro di distanza interpersonale. Si tratta di uno dei dati emersi dal sondaggio condotto da Skuola.net su un campione di 3 mila studenti.

Prendendo in esame i tanto discussi banchi a rotelle, uno dei temi più caldi durante l’ultimo anno e mezzo di scuola, il sondaggio evidenzia come la loro diffusione sia stata davvero molto scarsa. Attualmente, infatti, quasi tutti gli alunni (96%) dicono di accomodarsi su banchi di tipo tradizionale, siano essi monoposto (80%), biposto (8%) o misti (8%). Non solo, in qualche caso, hanno effettivamente fatto la loro comparsa nelle aule – lo dice il 14% di quelli che prendono posto su  una postazione classica – solo che si è trattato di un esperimento limitato all’anno scolastico 2020/2021. 

Che fine hanno fatto? Nella maggior parte dei casi hanno trovato una nuova dimensione: oltre la metà (55%) afferma che i banchi a rotelle sono stati messi in altre aule, come laboratori di scienze e musica. Ma ci sono anche scuole che li hanno restituiti (lo dice il 25%) oppure “parcheggiati” in deposito (così per il 20%). Sta di fatto che, attualmente, appena il 4% sta continuando a seguire su banchi di ultima generazione.

A questo punto, appare normale che, con un quadro del genere, tenere fede alle norme sul distanziamento sia molto complesso, come già più volte segnalato nei mesi scorsi. Gli intervistati sembrano confermare questo trend molto critico: quasi 1 su 2 sostiene che nella propria classe non si riesca a rispettare il metro di distanza tra alunno e alunno, il 28% ritiene che l’obiettivo sia stato centrato ma per un pelo, solamente 1 su 4 non lamenta questo tipo di problema e pensa ci sia spazio a sufficienza per tutti. 

Stando così le cose, diventa fondamentale il ruolo dei dispositivi di protezione, soprattutto laddove le ragazze i ragazzi sono costretti in spazi contingentati. Secondo il virologo Andrea Crisanti le mascherine FFP2 “proteggono anche più del vaccino” eppure solo il 15% degli studenti intervistati da Skuola.net le usa in classe. Pur non essendo obbligatorie o consigliate.

Il 70% usa le mascherine di tipo chirurgico, che sono quelle fornite dalla scuola. E su questo versante gli istituti scolastici si sono fatti trovare abbastanza preparati: ben 8 studenti su 10 confermano di ricevere periodicamente dalla scuola le mascherine, chirurgiche, da usare in classe. Qui, però, si affaccia un altro tipo di problematica: lo spreco di risorse. Quasi 2 studenti su 3 preferiscono lo stesso usare mascherine di tipo chirurgico comprate autonomamente, forse per paura che quelle fornite dal proprio istituto non siano valide. 

Le mascherine, però, da sole non bastano. Specie in ambienti, come quelli scolastici, in cui sono tanti gli spazi comuni, utilizzati da tantissime persone. L’igiene, in primis delle mani, può far la differenza. Qui, diversamente dal capitolo mascherine, la reattività delle scuole non sempre sembra all’altezza della situazione. Solo il 42% degli studenti dice che nei bagni del proprio istituto è sempre disponibile il sapone, mentre il 40% lo trova solo ogni tanto, sempre meglio di quel 18% che non lo trova praticamente mai. Va decisamente meglio con i gel disinfettanti: per 2 su 3 sono presenti praticamente ovunque nell’edificio scolastico, per il 29% ci sono perlomeno all’ingresso e nei bagni, appena il 5% deve utilizzare quello personale.

Un altro ostacolo per il ritorno in classe in sicurezza, infine, è sicuramente rappresentato dai trasporti. La metà degli studenti delle scuole superiori intervistati da Skuola.net ammette di doverli usare per potersi recare a lezione, a cui si aggiunge un ulteriore 9% che vi ha rinunciato per i più svariati motivi: dalla mancanza del green pass, al sovraffollamento, alla paura dei contagi. Come condannarli: basti pensare che il 51% degli alunni utenti del trasporto pubblico locale denunciano l’assoluta mancanza di distanziamento e solo il 34% afferma che, nelle tratte frequentate, la mascherina viene generalmente indossata da tutti i passeggeri.

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