Rientro il 7 gennaio: in presenza sì, ma a quale prezzo? Lettera

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inviato  da maestra Iva – Scusatemi lo sfogo, ma chi mi conosce bene, sa che mi sono sempre dedicata al mio lavoro di insegnante , anima e corpo e che quindi quello che segue non è solo una pura e semplice lamentela, ma un cercare una soluzione largamente condivisa. Sono consapevole che l’organizzazione per il tanto auspicato rientro a scuola, sia a dir poco difficile, se non impossibile, ma non posso fare a meno di fare alcune considerazioni. S

Se gli orari di ingresso differenziati, alle 8 e alle 10, sembrano funzionare su carta, risultano invece praticamente irrealizzabili.Il tempo per i compiti, per lo sport, per la vita privata, saranno così di colpo totalmente azzerati. Ma perché è così importante “tentare” questo rientro a ridosso della fine delle vacanze? Cosa ci costa continuare con la didattica a distanza ancora per un poco?

Mi chiedevo: ma hanno considerato che ci sono istituti che deveno fare 6 o 7 ore di lezione? Entrando alle 10.00 e finendo alle 16.00, quando e dove mangeremo? Noi docenti forse potremmo anche “arrangiarci”con un panino, ma ce li vedete ragazzoni tra i 14 e i 19 anni, digiuni da colazione, fino a pomeriggio inoltrato? Rischiamo di dare luogo a fenomeni di cannibalismo.

Chiunque poi conosca un pochino la scuola sa cosa questo comporta: per organizzare orari funzionali agli alunni,  si costringeranno i docenti a scuola ben oltre il loro orario di servizio, tra ore buca ed inutili ore tra i corridoi o per la città nel tentativo di raggiungere l’altra sede. Infatti,  l’inevitabile sfasamento degli orari d’ingresso, solleveranno inevitabili problemi di coordinamento tra le scuole per i numerosi docenti assegnati a “cattedre esterne”, le cui 18 ore si articolano su due o più scuole dello stesso istituto o di istituti diversi. La scuola infine si ridurrà ad una mera trasmissione di concetti, per  l’ impossibilità di svolgere attività aggiuntive come sportelli didattici, attività di recupero, progetti vari ecc.

Sarà inoltre impossibile svolgere le attività collegiali, in orari accettabili, o in presenza ove possibile, in prosieguo all’orario scolastico o a tarda sera, dopo il rientro presso il proprio domicilio a distanza.

Gli studenti, il personale docente e non docente dovranno aspettare la sera per poter stare in famiglia, per non parlare dei pendolari, che saranno i più penalizzati, tra gli adulti che per lavorare accettano anche sedi fuori provincia, e tra i ragazzi che scelgono magari un liceo fuori mano, ma che almeno in teoria, prima della pandemia offriva loro qualcosa di più.

E mi chiedo ancora, chi sanifica gli spazi ogni giorno al termine dell’attività scolastica? Questi orari sono compatibili con il contratto degli ATA? A parità di organico tutto questo? Bha, io ho i miei dubbi.

Lasciatemi ora andare sul personale, insegno Filosofia in un liceo scientifico sportivo, i miei alunni mi sono testimoni, sono mesi che continuo a dire loro che non vedo l’ora di averli tutti in presenza, ma a quali condizioni? Ovviamente in completa sicurezza! Ma questo non è garantito! Averli poi al 50% è come non averli! E i ragazzi, che sono degli sportivi ad alto livello, se escono alle 16, quando avranno il tempo di allenarsi?

La soluzione di recuperare le ore il sabato, è poi davvero penalizzante, se non discriminante. Il mio istituto è tra l’altro frequentato da una comunità di Ebrei che non potrà ovviamente, per motivi religiosi, frequentare le lezioni di quella giornata. So che tutti i genitori, delle classi che mi sono affidate, hanno scritto per chiedere la DAD. Consentitemi ora di andare ancora più sul personale.

ulla certezza di non andare a scuola il sabato, io ci ho costruito il mio progetto di vita per i prossimi 5 anni, rientrare in seno alla mia famiglia durante il weekend è fondamentale. Quest’anno, dopo trent’anni di docenza, di ruolo nella primaria, ho ottenuto il tanto desiderato passaggio alle superiori Anche se ho detto che difficilmente rinuncerò al mio titolo di maestra. . Da Salerno, mi sono spostata a Roma, contando di restare fuori casa tutta la settimana, e di rientrare il venerdì será e ripartire la domenica. Il sabato dunque, è unico giorno in cui posso stare con i miei cari. Giorni fa ho detto che possono disporre di me fino alle 8 di sera, tutti i giorni, ma io il venerdì alle 4 sarò su quel pullman che mi porterà verso i miei doveri di moglie e di madre.

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