Rientro a settembre: turni max 10 alunni, entrate scaglionate, più docenti. La proposta dei genitori

comunicato Age Toscana – Quelli che seguono sono suggerimenti operativi per il rientro a scuola permanendo la pandemia Covid-19. Volutamente, non si entra nel merito della necessità di un pronto rientro a scuola per tutti i nostri giovani, che certo è unanimemente condivisa, né della necessità di sostenere i genitori che lavorano quando il figlio è in Didattica a distanza. Ci si limita a esporre alcuni accorgimenti e procedure che possono rendere più agevole la riapertura delle scuole, nel rispetto delle regole e dei limiti vigenti e del diritto alla salute di ciascuno. Un elenco non esaustivo, che invitiamo a utilizzare come punto di partenza per altre e più approfondite riflessioni. Questa ipotesi può essere applicata in qualsiasi contesto scolastico.

VINCOLI

La nostra riflessione è partita dall’analisi dei vincoli esistenti: gruppi di non più di 10 alunni, ulteriormente ridotti nella scuola dell’infanzia, ingressi scaglionati, soprattutto nella scuola superiore, per ridurre l’affollamento dei mezzi pubblici, aerazione continua degli spazi comuni e delle palestre, pulizia approfondita, specie delle superfici di contatto (documento del Comitato tecnico scientifico del 28 maggio 2020 in merito alle ripresa delle attività didattiche); invarianza degli organici di docenti e ATA (Ministero dell’Istruzione); obbligo della mascherina fino al raggiungimento del banco, 2mq di spazio individuale ad alunno, distanza fra docente e banchi di almeno 2 metri, garantire le aree di passaggio (documento della Conferenza delle Regioni in data 11.6.2020).

TEMPISTICA

La prima riflessione riguarda i tempi di rilascio del vaccino: pare di capire che ci vorrà forse un intero anno prima che tutti possano riceverne una dose, per cui non è ipotizzabile una soluzione a breve termine (ad esempio privilegiare le classi terminali), ma occorre pensare una strategia che tuteli al meglio tutta la popolazione scolastica nel lungo periodo.

TURNAZIONE E DIDATTICA DI QUALITA’

Dalla prescrizione di consentire la frequenza a non più di 10 alunni per aula discendono, come conseguenza pressoché inevitabile, la necessità di un numero triplo di aule e di docenti e un aumento del personale di custodia. E’ questo scoglio che finora ha impedito di programmare il rientro a scuola a settembre.

La proposta che avanziamo come Associazione genitori A.Ge. Toscana è quella di effettuare una turnazione di gruppi (max 10 alunni) in costante collegamento con i loro compagni rimasti a casa. In questo modo tutti avranno modo di frequentare e di mantenere un costante rapporto con i propri docenti e la propria classe.

Si ipotizza un avvicendamento settimanale di gruppi prefissati dai docenti e non modificabili (in modo da scongiurare il rischio di contagi incrociati), per consentire la pulizia a fondo dei locali e la sanificazione delle superfici di contatto nella giornata di sabato. A nostro avviso, sarebbe opportuno fornire dei parametri in relazione alle dimensioni delle aule, in modo da consentire maggiore flessibilità a chi dispone di aule più ampie e meglio ventilate e tutelare la salute di chi ha spazi ridotti. Così come si sono previsti ospedali per futuri contagi, potrebbe essere l’occasione per investire in edilizia scolastica ed eliminare le classi pollaio.

Assolutamente indispensabile dotare ogni classe di un’idonea videocamera e rendere effettivo il diritto all’istruzione fornendo a tutti gli alunni che ne hanno necessità gli strumenti e la consulenza necessari per poter fruire della Didattica a distanza. Non è più accettabile che una fetta così grande di alunni resti esclusa dalla didattica perché le scuole non forniscono gli strumenti indispensabili (hardware, software, connessione, consulenza informatica, formazione dei docenti, tempo scuola). Appare necessaria la riconferma degli assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo anche nel prossimo anno scolastico.

ENTRATE SCAGLIONATE E MEZZI DI TRASPORTO

Il documento del Comitato Tecnico Scientifico del 28.5.2020 mostra come nelle ore di punta gravino sui mezzi pubblici gli spostamenti degli studenti delle superiori, con percentuali che oscillano fra il 13,7% di coloro che utilizzano il treno e il 24,7% degli utenti dei pullman. Poiché nella secondaria non è possibile effettuare entrate scaglionate a intervalli inferiori all’ora di lezione, in quanto i professori insegnano in più classi e sezioni e sarebbe impossibile differenziare gli orari di ingresso di singole frazioni orarie, si propongono ore-lezione di 40’-45’ e uno scaglionamento in tre orari di ingresso fra le 7,30 e le 9,00. In questo modo lo spostamento degli studenti sui mezzi pubblici si riduce a 1/9 e si limita la possibilità che gli stessi arrivino in ritardo qualora i mezzi fossero troppo affollati. Pare inoltre ragionevole consentire agli studenti che abitano a oltre mezz’ora di viaggio dalla scuola di scegliere se e in quali giorni del loro turno frequentare in presenza ovvero se fruire della didattica a distanza. Per la primaria e l’infanzia è invece possibile e anzi auspicabile prevedere ingressi differenziati con intervalli di 15’ circa.

FORMAZIONE E COINVOLGIMENTO ATTIVO DI ALUNNI E FAMIGLIE

In tutti i documenti contenenti indicazioni sulle modalità di prevenzione si sottolinea che è un elemento indispensabile la fattiva collaborazione delle persone. Trattandosi di minori, si evidenzia il ruolo fondamentale delle famiglie nel far accettare e interiorizzare le regole di comportamento.

Sarebbe auspicabile che ciascuna scuola iniziasse fin d’ora a programmare strategie di coinvolgimento (es. cartellonistica realizzata dalle classe, concorso di idee, formazione dei genitori da parte dei ragazzi).

PULIZIA, IGIENE E AUMENTO DEGLI ORGANICI

Appare indispensabile un aumento del personale collaboratore scolastico, sia per le pulizie approfondite da effettuare a ogni cambio turno, segnatamente nella giornata di sabato, sia per garantire un’idonea sorveglianza. Nella scuola dell’infanzia si tratterà di coadiuvare strettamente i docenti nella gestione di bambini così piccoli da non poter garantire il necessario distanziamento sociale; negli altri ordini di scuola occorrerà sorvegliare gli spazi e i momenti di possibile assembramento, come la ricreazione, l’utilizzo dei servizi igienici, gli spostamenti da e verso la palestra, i corridoi e gli spazi comuni.

Particolarmente problematica appare la pulizia delle cattedre al cambio dell’ora e dei laboratori al succedersi dei gruppi. Si potrà ovviare stabilendo procedure in collaborazione con alunni e docenti.

Per l’uso dei bagni, in particolare, occorrerà garantire la sorveglianza di almeno un bagno dei maschi e un bagno delle femmine in ogni piano per tutto il tempo scuola. Durante la ricreazione, sembra verosimile che possa essere consentito l’accesso ai soli servizi igienici sorvegliati, i quali non potranno ovviamente essere superiori al numero di collaboratori scolastici in servizio. Visto che sembra sconsigliabile far accedere ai servizi più di un alunno per volta, occorre anche tener presente, nella pianificazione degli orari, il tempo occorrente per consentirne a tutti la fruizione e/o prevedere eventuali turnazioni. Da considerare con attenzione anche le necessità di aerazione di classi e laboratori, specie nel periodo invernale.

Per la ricreazione, occorrerà valutare se effettuare una turnazione e prevedere attività motorie, possibilmente all’aperto, in modo che gli alunni abbiano modo di muoversi e giocare, dopo l’immobilità quasi forzata delle ore di lezione. Se possibile, evitare che consumino la merenda al banco.

Occorrerà un aumento di docenti per sostituire coloro che rientrano nella categoria dei “lavoratori fragili” e degli insegnanti dell’infanzia ultrasessantenni, che risultano particolarmente a rischio per età e condizioni di lavoro. Sembra sconsigliabile utilizzare spazi non scolastici, sempre se idonei al funzionamento delle classi, perché questo farebbe aumentare notevolmente il numero di collaboratori scolastici e di docenti necessari.

SCUOLA DELL’INFANZIA E NIDI

Le scuola che sembrano maggiormente a rischio sono i nidi e le scuole dell’infanzia. Non solo per la difficoltà nel gestire i bambini in sicurezza per loro e per il personale, ma anche nella prospettiva dell’inserimento di bambini piccolissimi in un ambiente a loro ignoto. I loro pianti, i loro strepiti, i ripetuti tentativi di fuga mal si coniugano con una situazione epidemica latente come l’attuale, senza contare l’esperienza traumatica che può costituire per loro.

Inoltre i piccoli, lo sappiamo, si mettono in bocca di tutto, dalle mani ai giocattoli, si abbracciano, si scambiano cibo: è una situazione di rischio reale che ha indotto il Comitato Tecnico Scientifico a prevedere gruppi ancora meno numerosi che negli altri ordini di scuola e la possibilità, per il personale, di dotarsi di guanti in nitrile e di altri presidi (dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose) se ritenuto necessario. Non si è però tenuto conto dell’impatto psicologico di tutto ciò si bambini. Esperienze di incontro fra l’insegnante e i propri alunni, dopo mesi di incontri a distanza, hanno mostrato che i bambini hanno paura di quella persona, per loro irriconoscibile dietro una mascherina.

Le insegnanti sapranno senz’altro ovviare proponendo l’anomala situazione come un gioco, ad esempio decorando le mascherine come se fossero clown, ma la situazione resta comunque molto critica e non sappiamo se consigliare alle famiglie di mandare i figli a scuola, finché perdura l’epidemia, soprattutto se in famiglia sono presenti anziani che si prendono cura dei bambini.

UTILIZZARE I FINANZIAMENTI

L’invito alle scuole è quello di affrettarsi a programmare per spendere i consistenti finanziamenti legati al decreto “Rilancio” (art. 231 D.L. 19.5.2020, n. 34), in quanto gli stessi dovranno essere restituiti allo Stato se non impegnati entro il 30 settembre 2020.

Superata l’ipotesi plexiglass, si fa avanti la necessità di aerare frequentemente i locali, anche in pieno inverno. Occorre pensare a stufe e impianti di riscaldamento, poi occorrono dispenser di disinfettante per le mani in ogni classe e laboratorio; all’ingresso si può pensare a un dispenser a colonna no touch e a un rilevatore di temperatura corporea, poi alla segnaletica, a videocamere e microfoni adeguati in ogni classe, a fornire la connessione a internet ad alunni e insegnanti che ne hanno necessità; al supporto informatico e a quello psicologico, che è molto richiesto. Nulla vieta di ordinare pareti in cartongesso, per meglio utilizzare gli spazi, o di programmare un potenziamento laboratori. Rimane sempre valida la scelta di acquistare tablet e notebook da dare in comodato agli alunni che ne sono sprovvisti, con una particolare attenzione ai devices per i portatori di handicap e di bisogni educativi speciali. Quanto alla sanificazione, saranno efficaci i dispositivi all’ozono e/o ai raggi ultravioletti? Qualcuno forse dovrebbe esprimersi.

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