Rientro a settembre, Presidi: Dad inevitabile senza distanziamento. Servono spazi e personale

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L’ANP ha partecipato ieri, in videoconferenza, all’incontro promosso dal Dott. Jacopo Greco, Capo del Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’istruzione, per discutere del protocollo di intesa per l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022.

L’ANP, nell’auspicabile prospettiva della didattica in presenza al 100% – necessaria al fine di evitare ulteriori perdite formative dovute alle attività a distanza, come rilevato anche dall’INVALSI – ha innanzitutto ribadito la richiesta di indicazioni certe circa il rapporto tra distanziamento, utilizzo delle mascherine chirurgiche e tutela della riservatezza. Ad esempio, va chiarito se in condizioni di distanziamento sia possibile fare a meno delle mascherine anche per i non vaccinati (di cui peraltro la scuola non conosce e, a legislazione vigente, non può conoscere i nominativi).

Commenta il Presidente nazionale Antonello Giannelli: “Quello che, a nostro avviso, risulta assolutamente imprescindibile è l’assunzione di responsabilità del decisore politico circa la scelta tra didattica in presenza e didattica a distanza. Quest’ultima modalità, infatti, per quanto demonizzata e impopolare, sarà inevitabile se non sarà possibile assicurare il distanziamento per le note carenze di spazi e di personale, oltre che per quelle del trasporto pubblico locale”.

Continua Giannelli: “Il prossimo anno scolastico, in tal modo, potrebbe finalmente registrare un netto miglioramento rispetto ai precedenti due. Diversamente, senza decisioni incisive, servirà a ben poco la sottoscrizione di un protocollo di intesa praticamente identico a quello dello scorso anno con il conseguente ripetersi delle criticità già subìte dalle scuole”.

Concludendo Giannelli ribadisce: “Le indicazioni del CTS demandano all’Esecutivo decisioni strategiche di adeguato spessore per impedire che, per il terzo anno scolastico, i nostri alunni subiscano gli effetti negativi dell’emergenza. Secondo il Comitato, la scuola in presenza è possibile e auspicabile. Spetta adesso al Governo la mossa decisiva: confido nel Presidente Draghi”.

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