Ministro Azzolina: tutti a scuola a settembre no sdoppiamento classi, se aumento contagi nuovamente didattica a distanza

di redazione

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Terminato l’incontro tra il Ministro Azzolina e gli attori interessati all’avvio dell’anno scolastico, inclusi i sindacati, Azzolina “non penso possibili doppi turni e sdoppiamenti, vogliamo unità della classe”. Presente anche il Primo Ministro Conte.

Il piano, ha detto il Ministro, sarà a più livelli, in base alla situazione epidemiologica: tutti in classe, “lezioni anche il sabato“, ha detto, “non penso possibili i doppi turni e gli sdoppiamenti, vogliamo l’unità della classe, pensiamo a flessibilità oraria.

Tutti regolarmente in presenza è un obiettivo difficile, complicato, ma non impossibile“. Ciò sarà possibile se ci sarà il rispetto delle norme igieniche, ingressi scaglionati, uso delle mascherine, organizzazione dei trasporti in modo da evitare assembramenti.

Se ci dovesse essere la necessità di mantenere un metro di distanziamento, bisognerà trovare altri luoghi rispetto agli edifici scolastici. Saranno necessari patti con gli enti locali. Se sarà necessario avvieremo opere di edilizia leggera. Un passo per volta per portare i nostri studenti in classe a settembre. Obiettivo comune.

Per i bambini piccoli si demanderà, invece, alle responsabilità familiari, a partire dalla misurazione della temperatura a casa.

Ma se le cose dovessero degenerare, se la condizione epidemiologica dovesse ripartire con un aumento dei contagi, allora “la didattica a distanza dovrà avere un ruolo centrale, ma non come adesso. Emaneremo linee guida che saranno specifiche. L’investimento sul digitale non è stato banale, è stato importante. Abbiamo speso 400mln di euro per la fibra nelle scuole“.

La scuola si sta modernizzando e se arriveranno il fondi del ‘recovery fund‘ sarà occasione per far rinascere la scuola italiana.”

Ma da Regioni e Comuni è arrivato un allarme su risorse ed organici. “La riapertura delle scuole a settembre – ha sottolineato Decaro, sindaco di Bari – comporterà molte criticità, ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro“.

Ci sono, ha spiegato il presidente dell’Anci, “una serie di necessità urgenti: sblocco dell’assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta“.

Critici anche i sindacati. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini ed il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, “la discussione sulla ripartenza è importante ma in grave ritardo”

I tagli alla scuola in questi anni hanno falcidiato 4mila dirigenti – così Marcello Pacifico dell’ANIEF – e ha dismesso 15 mila edifici scolastici. Oggi si fa scuola su 38mila plessi e non 55mila. Se volessimo sdoppiare le classi gli edifici ci sarebbero. Bisogna vedere se la politica vuole farlo. Sarebbe sicuramente meglio degli orari scaglionati. In questo caso bisognerebbe modificare l’organizzazione del lavoro e delle famiglie. Se arriveranno i 172 miliardi del recovery fund, se legassimo alla scuola 12 miliardi si potrebbero recuperare i soldi tagliati in questi anni e intervenire sull’edilizia scolastica.

L’obiettivo – ha detto Barbagallo, segretario UIL nazionale – è quello della ripresa dell’attività didattica in presenza, quanto più possibile diffusa e generalizzata. Ma perché ciò avvenga secondo i necessari criteri di sicurezza, servono risorse e più personale. In questo quadro, si inserisce anche la richiesta di assunzione e di tutele per i precari

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