Rientro a settembre, in aula metà classe a settimana. L’altra metà a casa ma senza didattica a distanza. Lettera


item-thumbnail

inviata da Prof. Ennio Fioravante Varelli – Nel seguito la bozza di una semplice soluzione per la riapertura delle scuole superiori al tempo del coronavirus.

Premetto che sono docente in un liceo, ho osservato gli effetti deludenti della Didattica a Distanza sugli alunni delle superiori, quindi scrivo con cognizione di causa.

La scuola a settembre si può riaprire senza troppi sconvolgimenti semplicemente ammettendo in aula metà classe a settimana. L’altra metà resta a casa e, attenzione bene, senza fare didattica a distanza.

E’ sufficiente, ad esempio, che il docente si comporti come se fossero due classi. Si può organizzare la settimana con spiegazioni e relative esercitazioni, ripetendo poi lo stesso schema la settimana successiva per la restante metà classe (ovviamente il mio è un suggerimento, poi ogni docente sa come organizzarsi al meglio).

Scritto così può sembrare troppo semplicistico, ma analizziamo vantaggi e svantaggi.

Uno svantaggio potrebbe essere la riduzione degli argomenti da trattare.

Cataloghiamo per contro i possibili vantaggi.

• Gli alunni che restano a casa possono studiare in tutta tranquillità, da soli o in gruppo mediante collegamento con i propri compagni, gli argomenti trattati nella settimana trascorsa in aula. Ciò favorisce l’aumento del senso di responsabilità, il miglioramento dell’autonomia, la concentrazione nello studio.
• Si elimina il problema di costringere gli alunni a stare davanti al monitor per mattinate intere. Spesso si affronta la lezione in DAD in modo passivo. Ciò crea fenomeni di disattenzione, e sopratutto disaffezione all’istruzione.
• Non occorrono impianti per la DAD nelle aule, apparecchiature costose ed utilizzabili solo per un determinato periodo.
• Non occorre che gli alunni siano dotati delle strumentazioni digitali e del collegamento internet.
• Non occorre potenziare tutte le infrastrutture internet, che allo stato attuale sono insufficienti.
• Selezionando gli alunni per zone di provenienza, si dimezza il numero di alunni presenti sul singolo mezzo di trasporto pubblico, per cui si potrebbero risolvere i problemi di trasporto.
• Gli alunni potrebbero entrare tutti alla stessa ora.
• La struttura dell’orario scolastico settimanale non subisce modifiche.
• La classe può essere a geometria variabile, nel senso che in particolari periodi, per esempio nel tempo dedicato al recupero, siano presenti in aula solo gli alunni interessati.
• Si può tornare alla situazione normale pre-virus in qualsiasi momento.
• Occorre ammettere che i giorni di studio a casa siano considerati a tutti gli effetti come giorni di scuola. Del resto, per tempi eccezionali servono norme eccezionali.

Ciò non esime il legislatore dall’eliminare le classi pollaio, anche se nel lungo periodo.

La mia proposta è in bozza, occorre comunque approfondire.

Versione stampabile
soloformazione