Rientro a settembre, Colmellere (Lega): per stop elezioni la didattica inizierà a ottobre

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Rientro a scuola a settembre ma dopo pochi giorni le elezioni, con gli edifici scolastici adibiti a seggio elettorale. Su Orizzonte scuola l’intervento di Angela Colmellere, Lega.

La data stabilita per la ripresa delle attività didattiche in presenza è il 14 settembre, anche se già dal 1° le scuole saranno aperte per il recupero degli apprendimenti. Il 20/21 settembre dovrebbero tenersi le elezioni e nelle scuole in cui ci saranno i seggi si dovrà stoppare nuovamente l’attività didattica per alcuni giorni.

All’apri chiudi si erano opposti alcuni governatori delle Regioni, tra cui Vincenzo De Luca, che negli ultimi giorni è tornato indietro optando per la riapertura delle scuole il 14, non più il 24, come il 90% delle regioni.

Colmellere scuola riprende a ottobre

Era metà maggio quando ufficialmente chiedevo al Governo, come deputata, segretario della Commissione Istruzione e come insegnante, di pensare a luoghi diversi dalle scuole come sedi per i seggi“, commenta Colmellere.

Sarebbe stato assurdo, sostenevo ancora due mesi fa, aprire i plessi il 14 settembre e tre giorni dopo chiuderli di nuovo per il voto, quindi sanificarli e riaprirli salvo poi ricominciare tutto per gli eventuali ballottaggi.

Allora, non ebbi alcuna risposta alle mie istanze, che erano le stesse di molti governatori delle Regioni al voto, di tanti sindaci e amministratori. E risposte non ne abbiamo ancora ricevute, a metà luglio, quando ancora non c’è la certezza della data del voto.

Pare, anzi, che non ci sia più tempo per ragionare adesso su una collocazione diversa dei seggi, cosa che – se pensata ad aprile o maggio, all’inizio della discussione del DL Elezioni – sarebbe stata fattibilissima, magari in accordo con Anci e con la collaborazione dei Comuni.

Credo – aggiunge – che questo eterno “prender tempo” sia ormai divenuto una manfrina inaccettabile, che manca di rispetto ad alunni e studenti, fermi da febbraio, ma anche alle famiglie, ai docenti e ai Comuni, gravati da oneri di sicurezza particolari proprio perché i seggi saranno mantenuti all’interno delle scuole. Penso per esempio alla sanificazione, che in molte realtà comporta un doppio costo in occasione del ballottaggio. Penso all’interruzione della didattica, che potrà realmente iniziare solo da ottobre, con oltre 7 mesi di stop nell’arco dell’anno. Penso a genitori e insegnanti che hanno dovuto sostenere la didattica a distanza resa spesso problematica dal gap tecnologico tra diverse aree del Paese, ed oggi vorrebbero finalmente ricominciare le lezioni in presenza con continuità.

Alla luce di tutto questo, credo che ci fosse tutto il tempo per provvedere diversamente, e non è stato fatto per ragioni che francamente non comprendo. Spero che nel prossimo anno scolastico, il mondo della Scuola possa essere in cima alle priorità del Governo, dando a studenti, docenti e famiglie un’attenzione che finora non ha avuto“, conclude la deputata.

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