Rientro a scuola: stop metro di distanza, basta mascherina. Opposizioni, ci hanno preso in giro. Presidi, andiamo in ferie. Ministro, nessun passo indietro

Ha suscitato non poche polemiche il documento del Comitato tecnico scientifico sulle nuove indicazioni per il rientro a scuola. Nel verbale, trasmesso dal Ministero dell’istruzione con la nota del 13 agosto, si legge: “Il CTS ha ribadito che la misura del distanziamento fisico, inteso come distanza minima di un metro tra le rime buccali degli alunni, rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico”.

CTS

Il CTS ha inoltre precisato, in relazione a quanto riportato complessivamente nel verbale n. 94 del 7 luglio 2020, con riguardo all’affermazione: “L’utilizzo della mascherina è necessario in situazioni di movimento e in generale in tutte quelle situazioni (statiche o dinamiche) nelle quali non sia possibile garantire il distanziamento prescritto”, che, proprio per la dinamicità che caratterizza il contesto scolastico, in tutte le eventuali situazioni temporanee in cui dovesse risultare impossibile garantire il distanziamento fisico, lo strumento di prevenzione cardine da adottare rimane l’utilizzo della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico”.

Presidi

“Pensavamo di vivere in una tragedia, e invece era una commedia: Tanto rumore per nulla di William Shakespeare!”, è questo il commento di Antonello Giannelli, presidente dell’Anp. “A questo punto – aggiunge – invito tutti i colleghi a comunicare immediatamente ai rispettivi uffici scolastici la loro messa in ferie, perché le hanno meritate come non mai e perché ne hanno bisogno dopo una estate di lavoro frenetico che sembrava tragica e invece era solo comica”.

Azzolina: nessun passo indietro

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina spiega che non c’è stato nessun passo indietro rispetto a quanto prospettato in precedenza: “La mascherina è fondamentale laddove il distanziamento non c’è. Il Cts lo aveva già scritto il 7 luglio. Ma noi stiamo lavorando al distanziamento e continueremo a farlo. Ci sono Paesi europei che dicono: se non hai il distanziamento metti la mascherina e basta. Noi stiamo facendo di più: stiamo lavorando per garantire a tutti il distanziamento”. “L’obiettivo non è solo riaprire le scuole, ma fare in modo che non richiudano – precisa Azzolina -. Tutti i pezzi stanno andando al loro posto. Le Linee guida pronte da fine giugno, protocollo di sicurezza, forniture di gel, banchi, mascherine, 100mila assunzioni a tempo indeterminato e almeno altre 50mila a tempo determinato per l’emergenza. È un lavoro enorme, gigantesco”. “Sto facendo i salti mortali”, conclude.

Opposizioni

Dura reazione dalle Opposizioni. Mario Pittoni, Lega, vice presidente della Commissione Cultura in Senato, non ci sta: “Qualcuno si era illuso che la sfida del ministro Azzolina fosse far ripartire la scuola il 14 settembre in sicurezza, ma è ormai evidente che l’obiettivo è ripartire il 14 settembre punto. A qualsiasi costo”. “Tanto rumore per nulla”, aggiunge.

“Mentre il governo Conte spende milioni di euro per comprare banchi ‘autoscontro’ monoposto che dovrebbero garantire il distanziamento in classe, il Cts smentisce il ministro Azzolina e ufficializza che le aule nel prossimo anno scolastico potranno rimanere “pollaio”, l’importante che si adoperi la mascherina”, dichiara Carmela Ella Bucalo, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile FdI scuola.

“La sicurezza non è negoziabile e non si possono cambiare direttive, mentre il Paese si indebita frettolosamente proprio per attuare le disposizioni date dal Cts a giugno per le scuole al tempo del post Covid”, è il commento di Valentina Aprea, FI. A questo punto l’acquisto dei nuovi banchi è semplicemente uno “sperpero di denaro pubblico”, rilancia Anna Maria Bernini.

Ancora più dura la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, che chiede le dimissioni di Azzolina: “Il ministro Azzolina la smetta di ‘dare i numeri’ e si prepari alle dimissioni se il 14 settembre il rientro a scuola non avverrà in totale sicurezza come va dicendo da mesi pur senza muovere un dito e delegando tutto a presidi e sindaci”.

“Le condizioni di sicurezza non siano affidate al caso”: preoccupano le condizioni di riavvio della scuola anche a Elvira Serafini, segretario generale dello Snals, che aggiunge: “La scuola deve riprendere le attività didattiche regolarmente, con gli spazi necessari e gli arredi che consentano la sicurezza del personale e degli alunni. Pertanto, nessuna riduzione delle misure di prevenzione già definite e adottate con il protocollo di sicurezza che abbiamo sottoscritto. Qualsiasi loro modifica che implichi una diversa attuazione delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere discussa e condivisa con le parti sociali”.

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