Rientro a scuola, “Non prima del 1° febbraio. Dal 10 gennaio tampone obbligatorio a studenti, docenti e ATA”. Intervista a Pacifico (Anief)

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La scuola è pronta per la ripartenza il 7 gennaio? Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, assolutamente no. A Orizzonte Scuola il sindacalista propone una possibile soluzione.

“Regna tanta confusione. Non si può essere pronti in questa situazione”, afferma il leader Anief.

Preoccupano le vacanze di Natale?

Inizialmente il governo sembrava voler allentare le restrizioni, oggi addirittura sembra che l’Italia vada in zona rossa dal 24 dicembre. Tutto questo non ci dà certezze, anzi ci conferma quello che si prevedeva, ovvero che durante le vacanze il rischio contagio possa essere peggiore perché può venir meno il distanziamento sociale, più di quello che è avvenuto quest’estate.

Quale può essere la soluzione per rientrare a scuola?

L’unica proposta sensata, Anief l’ha avanzata nei giorni scorsi, è rendere obbligatorio dal 10 gennaio uno screening con tampone per tutti gli 8 milioni di studenti e il milione e mezzo di personale, docenti e ATA.

E poi si dovrebbe estendere e rendere operativo non solo per i taxi ma anche per gli Ncc il sistema delle convenzioni per poter accompagnare gli studenti a scuola. Lo Stato deve utilizzare tutti i mezzi di trasporto che ha disponibili per mantenere quel 50% di distanziamento all’interno dei mezzi di trasporto pubblico. Ci risulta che già alcuni Comuni hanno fatto le convenzioni e i taxi sono stati esclusi.

Quindi, sicuramente bisogna ripartire dai trasporti, ma sarà ogni istituzione scolastica a dover riaprire in base all’esito dello screening.

Allora non è utile indicare una data univoca per tutti? 

No, bisogna valutare classe per classe dopo il tampone di studenti e personale. Dopo aver preso queste precauzioni e aver visto i contagi, sintomatici e asintomatici, si potrebbe prevedere il rientro a scuola per tutti il 1° febbraio.

Non esistono cifre del 75 o 100%, esistono situazioni singole che devono essere verificate, che potrebbero permettere un rientro per esempio del 30 o 40%.

Tutto questo ovviamente in attesa del vaccino.

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