Rientro a scuola, le famiglie spenderanno fino a 1.200 euro a studente. Assoutenti: “Genitori devono evitare mode del momento”

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Con il rientro a scuola a settembre le famiglie italiane spenderanno fino a 1.200 euro a studente tra acquisto libri e materiale didattico. In totale l’aumento sarà compresso tra +8% e +10% a studente secondo Assoutenti.

I prodotti di cartoleria registrano un incremento medio del 9,2% su base annua. I prezzi aumentano se si scelgono determinati marchi. Rispetto al 2022 saranno circa 50 euro in più.

Sui libri di testo la spesa va dai circa 300 euro a studente di scuola secondaria di primo grado ai 600 euro del liceo, compresi i dizionari, salendo fino a 700 euro in alcune classi. La spesa per i libri salirà in media di circa 45 euro a studente, con un aggravio totale di +95 euro.

AIE, l’Associazione italiana editori, però si difende spiegando che il prezzo dei libri scolastici sale ma rimane sotto l’inflazione: per i testi della scuola secondaria di primo grado è pari al 3,04%, per quelli della scuola secondaria di secondo grado al 3,42% rispetto l’anno precedente.

Se si scelgono prodotti delle marche più costose e nuovi edizioni dei testi, tra corredo e libri la spesa può facilmente superare i 1.200 euro a studente – spiega il presidente Assoutenti Furio Truzzi – Per evitare l’ennesima stangata in capo alle famiglie – consiglia – è necessario intervenire su più fronti: da un lato i genitori devono evitare i prodotti legati alle mode del momento e alle pubblicità martellanti dirette ai giovanissimi, che hanno prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli senza marca, dall’altro il Governo deve studiare in collaborazione con Gdo, commercio al dettaglio e produttori dei kit scuola da vendere negli esercizi commerciali con prodotti base a prezzi ribassati (diario, astuccio, zaino, quaderni, ecc.), adottando al contempo misure sui listini dei libri di testo, che ingiustificatamente aumentano di anno in anno. È inaccettabile poi che le scuole sforino puntualmente i tetti di spesa fissati dal ministero, ed in tal senso invitiamo i genitori a denunciare quegli istituti che non rispettano i limiti massimi ministeriali. Le scuole stesse devono attivarsi per aiutare le famiglie a risparmiare“, conclude Truzzi.

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