Rientro a scuola, la questione delle classi pollaio. Cosa possono fare le scuole dell’infanzia e della primaria

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Rientro a scuola, l’emergenza sanitaria impone un ripensamento sulla formazione delle classi. Molti criticano le decisioni degli Usr. Non potevano fare diversamente. Per la scuola dell’infanzia primaria, però esiste una soluzione.

Rientro a scuola, le classi pollaio ancora presenti.

Rientro a scuola, il nuovo anno scolastico sarà speciale. Forse unico. Il Covid-19 ha imposto al sistema-mondo una sterzata, costringendolo a individuare soluzioni che non possono garantire il raggiungimento degli obiettivi. La storia non aiuta, non mette a disposizione decisioni già sperimentate.
La scuola è un sottosistema di questo mondo e quindi costretto anch’esso a fare i conti con l’emergenza sanitaria.
Uno degli elementi critici per una riapertura delle scuole in sicurezza è la presenza delle classi pollaio. Soluzione organizzativa voluta dal duo Gelmini-Tremonti (Legge 133/2008 e D.M. 81/09) con il voto favorevole della Lega Nord per questioni di contenimento della spesa pubblica. Il provvedimento deve essere inserito in un contesto più ampio che ha visto undici anni fa razionalizzare la rete scolastica (soppressione di plessi e istituti sottodimensionati), azzeramento delle compresenze e della legge di Riforma della primaria (Legge 148/80) e altro ancora. Risultato: il sistema scolastico ha subito un prelievo di 8 miliardi di €.
Ora questo è il quadro nel quale sono stati costretti a muoversi gli Usr nei mesi antecedenti giugno, assegnando il personale docente in base alle regole stabilite dalla normativa ( Non potevano fare diversamente. Essi sono degli uffici amministrativi. Solo il Parlamento della Repubblica può modificare una disposizione e legislativa. Pertanto non ha alcun fondamento giuridico l’accusa rivolta agli Usr da parte di alcuni sindacati di non garantire la sicurezza nelle scuole.

I recenti cambiamenti normativi

Questo fino a giugno.Ora il quadro di riferimento è cambiato, grazie al Decreto Rilancio convertito in legge 77/20, che prevede: “Al fine di consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19… sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte ad autorizzare i dirigenti degli uffici scolastici regionali, nei limiti delle risorse di cui al comma 2, a:
a) derogare, nei soli casi necessari al rispetto delle misure di cui all’alinea ove non sia possibile procedere diversamente, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun ordine e grado di istruzione, dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81″.
Da qui la possibilità di avere personale aggiuntivo a tempo determinato, licenziabile, però in caso di nuova chiusura. Opportunità che si è tradotta in un’ordinanza  della Ministra Azzolina (agosto 2020) di assumere 50.000 fra docenti e personale ATA. Ha dichiarato la Ministra Azzolina: “Grazie a questo incremento di organico potremo finalmente cominciare a superare quelle norme, nate in epoca di tagli feroci alla scuola, che hanno portato al sovraffollamento delle classi».

Una buona notizia per la scuola dell’infanzia e primaria

Per 2/3 degli istituti comprensivi questo cambio di scenario non permanente, perché legato all’emergenza sanitaria, è una buona notizia. Mi riferisco alla scuola dell’infanzia e primaria, destinatari di questo organico aggiuntivo, definito da qualcuno con una espressione poco felice personale Covid.
In presenza di spazi e/ o aule aggiuntivi o riconfigurabili con divisori e di un documento (RSSP) che certifichi un massimo affollamento per singolo ambiente inferiore al numero degli allievi per sezione o classe, è possibile formare piccoli gruppi. Questa riorganizzazione è fattibile solo perché è stato costituito l’organico Covid, che favorirebbe la costituzione dei nuovi team.
Concludendo, questi giorni antecedenti l’apertura delle scuole rappresentano un’opportunità per rivedere l’organizzazione delle classi e delle sezioni spesso sovraffollate. Il compito è demandato alle scuole, molte delle quali lo stanno già facendo. L’espulsione delle classi pollaio dal sistema scolastico deve partire dalle decisioni delle singole scuole. Quindi quale migliore occasione di questa per iniziare questa operazione?

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