Rientro a scuola, la paura del contagio si fa sentire: in tanti chiedono la Dad. Il racconto della prima giornata di lezioni in presenza nella morsa di Omicron

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Com’è andato il primo giorno di scuola dopo le vacanze natalizie? Fra classi dimezzate, docenti in malattia e paura del contagio. Ma anche molti sostenitori della scuola in presenza perchè “se fuori è tutto aperto, perchè dobbiamo costringere gli studenti alla Dad?”

Nella giornata di ieri, 10 gennaio, tolta la Regione Sicilia, la Campania (ordinanza De Luca sospesa, da oggi 11 gennaio tutti in classe) e i comuni in zona arancione, si è dunque tornati in presenza.

Abbiamo chiesto ai nostri utenti sulla pagina Facebook come si è svolto il rientro in presenza. Abbiamo raccolto alcuni commenti significativi.

 

Sono tanti gli utenti che hanno raccontato quanto difficile sia la situazione della loro scuola, quante difficoltà e anche paura del contagio che si è mostrata.

6 assenti! La nostra classe è quella messa meglio! Smarrimento dei genitori e timore persino nelle domande dei bambini… alla parola positiv* occhi sbarrati e paura. Per fortuna il ruolo di noi insegnanti è anche quello di rassicurarli e rendere la scuola un luogo in grado di farli star bene“;

“complimenti.. oggi nella classe di mio figlio le lezioni si sono trasformate in campagna vaccinale.. un clima pesante tra i ragazzi dove partirono degli insulti“;

Ostia… la maggior parte delle insegnanti sono tutte positive non sono state fornite le ffp2 e i bambini vengono con mascherine chirurgiche che tendono comunque sempre abbassare nonostante i continui richiami. Assolutamente no, le maniglie non sono disinfettate costantemente. Carenza di personale e molti bambini a casa“;

Io credo che mai cm ora sarebbe stata necessaria la DAD…. è vero la scuola in presenza è tt altra cosa ma in questo periodo storico di bianco salvaguardare la salute dei nostri figli, che siano vaccinati o non, anche perché abbiamo ben capito che cmq il vaccino nn ti rende immune!!!!!!“;

L’esempio della Francia non ci basta…noi in Sicilia aspetteremo chissà chi e cosa sino a mercoledì, si poteva già optare per la Dad 2/3 settimana, sperando nel rientro dell’emergenza“.

Dobbiamo andare in dad, è più produttivo di fare lezione in presenza in condizioni caotiche. Perdiamo solamente tempo. Organizziamoci per tutto gennaio in Dad seriamente e portiamo avanti il programma. La macchina funziona e dobbiamo solo accendere i motori“.

“Troppo caos a scuola: aule stracolme, insegnanti e personale assenti (no vax e positivi al Covid), ragazzini, compresi quelli con disabilità, che non indossano la mascherina e che non sono ancora vaccinari. Ma perché rischiare così?

Molti alunni e docenti assenti, scuola praticamente dimezzata!

C’è però qualcuno che la pensa in maniera diversa: “Ma tutti i bambini o ragazzi che vanno a scuola, dopo rimangono a casa o hanno ugualmente una vita sociale? Chi fa palestra, chi danza, etc per non parlare dei ragazzi che si riuniscono in gruppi. Nessuno di loro va ai centri commerciali oppure a fare la spesa con i genitori? Il problema è la scuola oppure come detto in un link precedente… i ristoranti.? Il problema è l ‘ ignoranza…oppure la mancanza di controlli anche a scuola… DEVONO ESSERE OBBLIGATORI I TAMPONI PER IL RIENTRO…”

Dunque, a ben vedere, la richiesta della Dad da parte di insegnanti e genitori sembra essere diffusa. Emerge maggiormente la paura di esporsi al contagio e di esporre al contagio gli studenti.

Tuttavia, dal Governo, la linea non cambia: “La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta, non abbandonata. Ringrazio presidi e insegnanti per i loro sforzi. Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e della diffusione delle varianti con un approccio un po’ diverso rispetto al passato, vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito più di altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione”, ha detto ieri il premier Draghi in conferenza stampa.

“La situazione non è dilagata, le scuole hanno riaperto, come hanno riaperto ad aprile e a settembre. Se le cose funzionano è perché ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno pagando. Laddove vi sia ulteriore riscorso alla didattica a distanza sarà all’interno delle regole che abbiamo dato. Noi abbiamo molto a cuore i nostri ragazzi, siamo molto responsabili”, ha aggiunto invece Patrizio Bianchi, anch’egli presente in conferenza stampa.

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