Ritorno in classe, nel Lazio 9.000 studenti ancora senza aula e resta nodo supplenti. Attesi 250mila banchi

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“Ai primi di luglio avevamo 120 mila ragazzi senza una classe, al 20 agosto erano 20 mila, grazie a un lavoro importante. Ora siamo all’incirca a 9.000 ragazzi e ragazze per cui è ancora necessario cercare e lavorare per trovare spazi adeguati nelle prossime ore. Meno Dad si fa e meglio è”.

Non nega le criticità ancora presenti nel Lazio l’assessore alla Scuola della Regione Lazio Claudio Di Berardino, intervenendo in audizione in commissione regionale.

Questi nuovi numeri sono frutto di un lavoro importante – ha aggiunto – Abbiamo poi prodotto con le altre Regioni e il Governo una serie di atti e linee guida utili alla riapertura in sicurezza. E’ un lavoro che ci lascia argomentazioni per la riapertura il 14. Questo non significa comunque non aver ascoltato anche sindaci, Municipi e dirigenti: per questo riteniamo che dove ci fossero situazioni contingenti locali, le amministrazioni comunali e le istituzioni scolastiche possono valutare e decidere uno spostamento e prendere decisioni anche delicate in merito. In più stiamo sollecitando sia il ministero che l’Usr a trovare modalità più opportune, o attraverso procedure informatiche o altro, di giungere il prima possibile a una soluzione sul tema dei supplenti. Ogni anno c’è questo tema. Abbiamo sollecitato anche per le vie brevi il ministero di fare presto. Sugli arredi – ha detto infine Di Berardino – nel Lazio attendiamo 240-250 mila banchi, Arcuri dice che alcuni arriveranno il 14, altri a fine settembre, altri a ottobre. Stiamo sollecitando a fare presto. Dentro le richieste delle amministrazioni comunali c’è poi il tema delle sanificazioni per le elezioni. In quelle scuole che saranno seggio, 1.300 su circa 3.000, le amministrazioni comunali per la doppia sanificazione avevano chiesto un contributo, cosa su cui come Regione, abbiamo detto loro stamattina in riunione con l’Anci, stiamo riflettendo per andare incontro a questa esigenza“.

E’ vero che la didattica in presenza è migliore. Ma il virus ci ha messo in difficoltà. La Dad non potremo escluderla per molto tempo, e forse entrerà nelle nostre modalità di apprendimento come lo smartworking è entrato nel lavoro. La Dad permette di impegnare i ragazzi che non avrebbero aule dove stare. Perché manca l’organico, ma mancano soprattutto gli spazi“. Così Michela Corsi, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, in audizione in commissione regionale Scuola. “Questi docenti che chiamiamo – ha aggiunto – dove li mandiamo se non ci sono gli spazi? E’ un cane che si morde la coda”. In ogni caso, ha voluto sottolineare, la Dad “è prevista solo per le secondarie di secondo grado, e solo quando non si riesce a fare in presenza. Alcune scuole riusciranno a non averla. In quelle poche scuole dove sarà integrata, sarà integrata anche con l’alternanza scuola-lavoro. Nessun istituto comprensivo, o scuola primaria o media avrà la Dad“. Riguardo al fabbisogno di aule, la dirigente ha spiegato che al momento le aule mancanti restano circa mille, di cui 476 per le scuole superiori.

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