Rientro a scuola il 14 settembre, lezioni ridotte ma 200mila precari. “Concorso per titoli per assumere dal 1°”

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Insegnante docente

Rientro a scuola a settembre: il 14 per l’inizio delle lezioni e dal 1° per il recupero degli apprendimenti. 200 mila docenti precari: si ripropone il concorso per titoli.

Si sta completando il quadro per il rientro in aula a settembre: entro giovedì 26 giugno verranno rese note le linee guida con le misure per tornare a scuola in presenza e in sicurezza.

Le scuole riapriranno in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”, ha affermato Azzolina. La data di rientro rimane il 14, come confermato dalla ministra, quella anche “più gradita a tutti nonostante ci siano voci contrarie” ha spiegato Cristina Grieco, coordinatrice della Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni. Le voci contrarie di alcuni governatori riguardano le elezioni, che farebbero richiudere le scuole dopo una prima riapertura. “Chiederemo comunque di avere meno disagi possibili nelle scuole laddove ci saranno elezioni”, ha aggiunto Grieco, “è importante trovare altre sedi per i seggi elettorali”. La stessa proposta del segretario Pd Nicola Zingaretti, della viceministra Ascani, della responsabile scuola del Partito democratico Camilla Sgambato, accolta dal premier Conte, che aveva promesso si sarebbe lavorato con la ministra Lamorgese per trovare la soluzione e non interrompere le lezioni.

Intanto la senatrice del M5S, Bianca Laura Granato, ha anticipato ieri alcuni scenari per la riapertura delle scuole. Si prospetta una riduzione dell’orario delle lezioni, mentre i docenti della secondaria potrebbero arrivare a 24 ore settimanali retribuite. La senatrice auspica che ci sia un organico aggiuntivo per docenti e Ata, in particolare per lo sdoppiamento delle classi e nuovi spazi in cui svolgere lezione.
Le visiere in plexiglas potrebbero sostituire le mascherine. La didattica a distanza potrebbe essere utilizzata nuovamente in caso di emergenza o come misura di potenziamento e rinforzo in presenza.

Il ministero dell’istruzione ha convocato i sindacati mercoledì 24 giugno proprio per discutere dell’avvio del nuovo anno scolastico, in vista delle linee guida. Sicuramente a settembre si partirà con un ‘esercito’ di 200mila precari, mentre il concorso straordinario è slittato in autunno con l’approvazione del decreto scuola. Sindacati e forze politiche avevano chiesto una procedura per titoli e servizi per fare in modo di abbreviare i tempi e assumere i precari dal 1° settembre. Riporta viva la questione Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, commentando l’emendamento al Decreto rilancio che prevede un concorso per titoli e prova orale per gli specializzati sul sostegno. “Il prossimo primo settembre la scuola avrà bisogno di circa 200.000 supplenti, sia per posti comuni che per sostegno – ha detto Turi – La Uil ha proposto che tutti i docenti con almeno tre anni di servizio, che negli anni hanno consentito alla scuola pubblica di funzionare, potessero partecipare ad una procedura concorsuale per soli titoli con prova orale finale, come si chiede per il sostegno. Questa soluzione, concorso per titoli e prova orale finale consentirebbe a migliaia di precari di essere in cattedra già a partire dal prossimo primo settembre”. La soluzione sarebbe valida, secondo Turi, anche per i Dsga f.f., con 36 mesi di servizio.

A preoccupare sono poi gli spazi disponibili nelle scuole: aule spesso non a misura per accogliere classi numerose facendo rispettare il distanziamento tra alunni. “Decine e decine di dirigenti di scuole romane elementari, medie e superiori dichiarano nelle nostre chat di non poter mantenere il distanziamento così come indicato nei protocolli di sicurezza”, ha detto preoccupato Mario Rusconi, presidente Anp Roma e Lazio. Il ministero ha fatto una ricognizione degli spazi con le Regioni: “Abbiamo fatto un quadro delle criticità per quanto riguarda il mantenimento della distanza di sicurezza all’interno delle aule – ha spiegato la viceministra Ascani -: non siamo messi male, però ci sono delle criticità, soprattutto nelle scuole superiori dei centri un po’ più grandi”.

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