Rientro a scuola, i sindacati preoccupati: “Ministero in ritardo”. Infettivologi: “Lavorare sui sistemi di aerazione”

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L’anno scolastico è terminato (a parte l’appendice degli Esami di Stato), si dovrebbe pensare già al prossimo che, a meno di clamorose novità, sarà ancora accompagnato dall’emergenza Covid-19.

La circolazione del virus è ancora elevata anche per via delle sottovarianti di Omicron oltre che per l’eliminazione delle restrizioni.

Cosa accadrà a settembre per il ritorno in classe? Ci saranno ancora le mascherine? Presto ancora per dirlo, ma, allo stato attuale, il mantenimento dello status quo è probabile: dunque dispositivi di protezione individuale per tutti, docenti e studenti, distanziamento e altro ancora.

I sindacati, intanto, chiedono al governo di fare presto.

“Nessuna informazione o convocazione, non c’è nessuna notizia di interventi quest’anno di contenimento della pandemia con misure straordinarie per la scuola e già l’anno scorso avevamo evidenziato che il governo aveva approcciato all’emergenza nell’ottica del risparmio perché aveva tagliato le risorse sia sull’organico covid, personale Ata, e sia sui docenti per lo sdoppiamento delle classi. E a me sembra che questo venga confermato ancora oggi”, spiega Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil.

“Nulla di nuovo sul fronte dell’avvio dell’anno scolastico a settembre prossimo. Il protocollo sulla sicurezza che doveva essere aggiornato alla conclusione di questo anno scolastico con il termine dell’emergenza sanitaria, quindi il primo aprile, non siamo mai arrivati a firmarlo. Un piano che non è mai arrivato a compimento quindi si è lasciato che le scuole decidessero da sole il da farsi”, ribatte Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola.

Per Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità: “Ci sarà nuova campagna vaccinale in autunno, ma darei priorità a soggetti esposti a rischio di sviluppare la malattia grave ma questo non vuole dire negare i vaccini a chi ha un’età inferiore: 60 anni potrebbe essere una soglia ragionevole o anche, come dicono i Cdc, a 50 anni. Occorre pianificare adesso quella che sarà la campagna vaccinale. Obbligo vaccinale, invece, è una pagina chiusa, per il personale sanitario, però, è una condizione imprescindibile”.

Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo “questi 2 anni tremendi, difficilissimi”, oggi “è sotto gli occhi di tutti che noi siamo ancora dentro questa sfida” che è la lotta a Covid-19.

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