Rientro a scuola, i presidi: “Ascoltateci. Sappiamo come organizzare il servizio”

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A proposito del ritorno a scuola del 7 gennaio, i dirigenti scolastici chiedono spazio nelle decisioni che porteranno i ragazzi delle superiori in classe.

A proposito del ritorno a scuola del 7 gennaio, i dirigenti scolastici chiedono spazio nelle decisioni che porteranno i ragazzi delle superiori in classe. Ecco perchè l’associazione nazionale presidi ha approvato all’unanimità un documento che ribadisce il valore e la decisività dell’autonomia e della dirigenza per trovare soluzioni complesse ai problemi complessi che il mondo della scuola sta attraversando.

Il DPCM del 3 dicembre 2020 ha prospettato il rientro in presenza per la gran parte degli studenti delle scuole del secondo ciclo. A tal fine è stata prevista la costituzione di appositi tavoli provinciali presieduti dal prefetto“, si legge sul documento dei presidi che specificano: “Le scuole, quando sono state presenti all’interno di detti tavoli, hanno apportato un contributo determinante. Le esperienze di tali contesti territoriali, che si auspica possano essere generalizzate, dimostrano, nel metodo, un positivo cambio di paradigma sull’impostazione dei rapporti tra le amministrazioni e, nel merito, l’avvenuto riconoscimento delle istituzioni scolastiche quali interlocutori autonomi“.

Secondo l’Anp, “la recrudescenza dell’epidemia conferma, se ve ne fosse stato bisogno, il valore e la decisività dell’autonomia e della dirigenza per trovare soluzioni complesse a problemi complessi. In questo difficile momento, le istituzioni scolastiche autonome devono poter decidere le modalità di erogazione della didattica valutandone la fattibilità in base alla situazione del bacino di utenza“.

Ecco perchè, “la dirigenza, sulla scorta della conoscenza del contesto, è in grado di modulare l’organizzazione del servizio raccordandosi con gli altri attori territoriali e può, al contempo, governare efficacemente i processi di apprendimento anche in condizioni di straordinarietà“.

L’autonomia, concretizzando il principio costituzionale della sussidiarietà, consente di superare le rigidità del centralismo, intrinsecamente inidoneo a rispondere alle esigenze di una società complessa“, concludono i dirigenti scolastici dell’associazione nazionale presidi.

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