Rientro a scuola, Galli e Lopalco sicuri: “Docenti non vaccinati in classe? Saranno loro a rischiare”

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“E’ atteso, ed è verosimile, un altro momento di diffusione dell’infezione da Covid proprio nel periodo della ripresa della scuola. Il personale ‘mai vaccinato’ che riprenderà servizio sarà quindi a rischio di infettarsi con conseguenze più gravi. Sono loro a rischiare”.

Lo dice all’Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano commentando le misure di prevenzione negli istituti scolastici che non prevedono l’obbligo di vaccino per docenti e operatori e, quindi, il rientro nelle loro funzioni di insegnanti, maestri e operatori scolastici che avevano scelto di non vaccinarsi.

Dal punto di vista della possibilità di diffusione dell’infezione Covid – continua Galli – la ripresa delle lezioni non è particolarmente diversa da quella degli anni precedenti. Di diverso c’è che la popolazione adulta e anziana è molto vaccinata e questo ridurrà, in generale, i rischi di malattie gravi e mortali“.

Il ritorno degli operatori non vaccinati a scuola “dal punto di vista epidemiologico, a questo punto con tanti vaccinati, è un fatto marginale. Non è marginale per loro perché andranno a scuola a loro rischio e pericolo“.

Dal punto di vista numerico conta di più la massa di ragazzi vaccinati poco o per nulla. Tra loro sarà possibile, soprattutto se si affermasse una variante come la Centaurus, che l’infezione si diffonda in modo importante“, conclude l’esperto.

Anche l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento e candidato per ‘Articolo Uno’ alle elezioni politiche, in merito alle misure per il ritorno a scuola che non prevedono più l’obbligo vaccinale, concorda sul fatto che “in questa fase della pandemia il fatto che una sparuta minoranza di insegnanti non sia vaccinata non rappresenta un problema di sanità pubblica. Con i livelli di copertura raggiunti, ormai la vaccinazione ha principalmente uno scopo di protezione individuale“, dunque il rischio per i non vaccinati “riguarda loro stessi“.

L’epidemiologo assicura: “Continueremo a provare a convincerli a vaccinarsi per il loro stesso bene. Se insistono a rischiare, pazienza“, conclude.

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