Rientro a scuola, Fioramonti: modalità mista, lezioni a distanza e in presenza con 6-9 alunni

Stampa

L’ex ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti pensa a un modello totalmente diverso di scuola rispetto a quello attuale. La sua idea in un post Facebook.

“La pandemia in atto ci obbliga ad immaginare un nuovo modello di scuola per il futuro. Se da un lato c’è consenso nel ritenere che la didattica a distanza non può essere l’unica soluzione per il nuovo anno, dall’altro è difficile pensare ad un ritorno al normale svolgimento delle lezioni in presenza. La struttura attuale delle nostre classi vede, infatti, numeri elevati e spazi limitati, incompatibili con le nuove esigenze di sicurezza.

Una possibile soluzione – spiega Fioramonti – potrebbe venire da una modalità mista: lezioni a distanza alternate a lezioni in presenza a piccoli gruppi (6-9 studenti), con eventuali rotazioni.

Questo consentirebbe di ottenere maggiore qualità in termini di relazione e di efficacia di apprendimento, di rispettare le distanze di sicurezza nella fase di convivenza con il virus e, infine, di sperimentare un modello di scuola che potrebbe essere utilizzato ad esempio nelle aree interne del nostro Paese, anche a emergenza finita – continua l’ex ministro -. Penso, in particolare, alle scuole a rischio di chiusura perché non raggiungono il numero minimo di studenti, per le quali è subito necessario rivedere i parametri di legge (che in questi anni hanno portato alla chiusura di tante scuole di piccoli paesi, fomentando la creazione di maxi plessi con migliaia di studenti, che ora ci accorgiamo essere insostenibile). Sappiamo bene che, quando viene a mancare la scuola su un territorio, la comunità locale ne risente radicalmente. Molto più efficace, invece, sarebbe una presenza capillare di piccole scuole in rete tra loro, magari recuperando i molti spazi civici in disuso e investendo in avanzamento digitale, anche nei grandi centri urbani. La scuola di vicinato che sia allo stesso tempo parte di una rete formativa più ampia è un modello a cui guardare, anche per approntare nuovi modelli pedagogici, come la classe capovolta ed i laboratori formativi.

Tutto questo richiede necessariamente un’alleanza sociale e istituzionale, al fine di garantire un accesso equo agli strumenti tecnologici ed infrastrutturali necessari. Siamo stati abituati a scuole che fanno la colletta per i fogli e per la carta igienica, figuriamoci ora che dovranno dotarsi di tanti altri materiali protettivi.

E richiede investimenti e personale, a partire da un vero e proprio “esercito” di operatori scolastici, stabilizzando i tanti precari meritevoli e dando possibilità di accesso a tanti dirigenti e migliaia di nuove figure nelle amministrazioni”, conclude l’ex ministro dell’istruzione.

Stampa

Concorsi ordinari docenti entro il 2021, anche DSGA. Preparati con CFIScuola!