Rientro a scuola: esperti, con aumento contagi si rischia. Presidi, no responsabilità penali. Azzolina: lezioni il 14 settembre

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Rientro a scuola a settembre: sarà davvero così? Il Ministero dell’istruzione conferma la data di inizio lezioni per il 14 settembre, ma tanti sono i dubbi sollevati da esperti, presidi, sindacati.

Ieri il governo ha deciso di chiudere le discoteche, con una nuova ordinanza del Ministero della salute che prevede un’ulteriore stretta sull’uso delle mascherine. “Aiutateci a tenere sotto controllo il contagio. Tra meno di un mese dobbiamo riaprire scuole e università in sicurezza. E non possiamo sbagliare. Non c’è un finale già scritto in questa partita, dipende dai nostri comportamenti e tutti, a cominciare dai ragazzi, dobbiamo esserne consapevoli”, commenta così a Repubblica la decisione presa ieri il ministro della Salute Roberto Speranza.

L’attenzione sui contagi da Covid, oggi ancora in calo rispetto ai giorni scorsi – nelle ultime 24 ore sono 320, 159 in meno rispetto al giorno precedente, anche se va considerato che sono in calo i tamponi – non si abbassa. Il governo invita alla massima attenzione in vista del ritorno fra i banchi.

Dagli esperti restano alcuni dubbi sulla riapertura in sicurezza a settembre. “L’emergenza non è finita – ha ricordato Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico sull’emergenza Covid – Se crescono ancora i contagi, diventa rischiosa anche la riapertura delle scuole. E sulla bilancia dobbiamo mettere le discoteche chiuse e le scuole aperte”. “Il dubbio che la ripresa sia possibile in considerazione del recente rialzo dei contagi“, scrive Andrea Stimamiglio, segretario Federazione italiana medici di medicina generale della Liguria, denunciando la mancanza di dispositivi di protezione per eseguire i test sierologici al personale scolastico prima del rientro a scuola, a partire dal prossimo 24 agosto.

Il virologo Andrea Crisanti pensa “che la soluzione trovata non avrà un impatto importante sulla trasmissione del virus. Dobbiamo fare in modo – ha detto il virologo – che la scuola non diventi un focolaio moltiplicatore di infezioni; e dobbiamo proteggere i presidi dalla responsabilità, perché quello che non vogliamo è che magari un bimbo si infetta a scuola, va a casa, infetta il nonno e poi il nonno muore”.

Presidi: no responsabilità penali

Sulle responsabilità penali riguardo a eventuali contagi all’interno degli istituti scolastici chiede tutela Antonello Giannelli, presidente dell’Anp. “Abbiamo chiesto prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro. Il covid è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla. Non parliamo di scudo penale perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti o malfattori”.
I presidi chiedono poi tempi certi sull’arrivo dei nuovi banchi per garantire il distanziamento degli alunni. “Non è possibile che i dirigenti lo vengano a sapere all’ultimo momento – ha spiegato Giannelli -: l’organizzazione richiede tempo. È impensabile che la mascherina sia l’unica arma di difesa dal contagio, perché sappiamo benissimo quanto sia faticoso, per gli alunni e per il personale, indossarla per ore”.

Sulle tempistiche d’arrivo dei nuovi arredi, specie sui banchi monoposto, è arrivata nel pomeriggio una nota del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, che tra l’altro ha risposto al presidente Anp, sottolineando che “I banchi monoposto e le sedute attrezzate saranno consegnati a partire dai primi giorni di settembre e fino al mese di ottobre nei diversi istituti scolastici italiani che ne hanno fatto richiesta”. “Altre ipotesi o affermazioni – ha aggiunto – come quelle del presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, sono destituite di ogni fondamento”.

E sulle responsabilità dei dirigenti scolastici, è intervenuta la senatrice grillina, Bianca Laura Granato: “Parlare oggi dello scudo penale per i presidi è un falso problema. La sicurezza inerente lo stato degli edifici è una cosa, la sicurezza sanitaria sul fronte dei contagi un’altra. E’ chiaro – ha spiegato Granato – che se verranno seguiti tutti i protocolli previsti i presidi non avranno niente da temere”.

Azzolina: tutti a scuola il 14 settembre

La Ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha oggi confermato l’avvio dell’anno scolastico il 14 settembre. “Il rientro a scuola è una priorità assoluta del Governo perché è una priorità di tutto il Paese. Dal primo settembre le scuole apriranno per chi è rimasto più indietro. Dal 14 riprenderanno ufficialmente le lezioni” ha detto Azzolina e poi chiede responsabilità da parte di tutti.

E’ una sfida complessa ma che dobbiamo vincere, tutti insieme. A settembre la campanella deve tornare a suonare in tutta Italia”, ne è convinta anche Vittoria Casa, M5S, presidente della Commissione cultura della Camera.

Opposizioni e sindacati

È tardi, è drammaticamente tardi”, il deputato della Lega Rossano Sasso, membro della commissione cultura della Camera dei deputati, non ha dubbi: “Ritardi su ogni cosa, sulla formazione delle classi, sugli spazi alternativi, sulle forniture di arredi scolastici, sull’edilizia scolastica”.

E preoccupazioni arrivano dai sindacati. La Gilda degli Insegnanti, che ha di recente deciso di interrompere le relazioni sindacali con il ministero, ritiene che “il rischio concreto è che la ripresa delle scuole a settembre trovi l’Amministrazione del tutto impreparata e che gli studenti e gli insegnanti, loro malgrado, debbano riprendere”.

Siamo a meno 27 giorni dalla ripartenza, anzi a meno 20 per la scuola dell’infanzia della Lombardia, e ancora non sappiamo se ci sarà un cancello aperto. Mancava un consistente piano d’azione e lo sapevamo un po’ tutti. Purtroppo non c’è neppure un piano B”: non nasconde la sua preoccupazione Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola.

 

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